Gazzetta di Reggio

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Una festa nel segno di Mike

di Linda Pigozzi
Una festa nel segno di Mike

Il campione scomparso nominato miglior giocatore di sempre della storia del club

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REGGIO EMILIA. Nel nome di Mike. Il Professore che fece innamorare della pallacanestro una provincia intera è stato il grande protagonista della lunga notte celebrativa della Pallacanestro Reggiana. Eletto più grande giocatore della storia biancorossa durante la serata del quarantennale biancorosso, Mitchell a più di tre anni dalla scomparsa resta il numero uno nei cuori dei reggiani.

I tifosi che hanno sciorinato da un palco del terz’ordine del Valli lo striscione dedicato all’indimenticato Mitchell, Quel “Ciao Mike...sempre con noi” hanno nei fatti riassunto i sentimenti della città.

Gli occhi degli oltre mille spettatori del Valli erano puntati sulla maglia, l’ultima indossata in Italia dal Professore, che l’ex coach biancorosso Virginio Bernardi ha mostrato dal palco del teatro cittadino.

«Questa maglia - ha spiegato l’ex allenatore della Pallacanestro Reggiana - Mike se l’è sfilata al termine del Mitchell Day e l’ha infilata a mio figlio». Poi ha raccontato un aneddoto inedito.

«Nella vecchia sede della Pallacanestro Reggiana - ha spiegato Bernardi - troneggiava un poster di Morse. La prima volta che Mike entrò in sede e vide quel ritratto chiese alle segretarie chi fosse quel giocatore».

Era credibile che uno come Mike, che al suo arrivo in Italia aveva dieci anni di Nba alle spalle ma che aveva già giocato in Italia a Napoli e Brescia, non conoscesse un giocatore come Morse, la cui carriera si era sviluppata principalmente in Europa?

«Mike non sapeva davvero di chi si trattasse - ha rimarcato il tecnico, grande amico dell’indimenticata ala biancorossa - e quando gli venne detto che si trattava di Bob Morse, disse che lui avrebbe voluto un poster più grande di quello. E oggi all’ingresso della sede della Pallacanestro Reggiana troneggia un quadro che lo rappresenta, ancora più grande di quello di Morse».

Che Mike Mitchell sia rimasto nel cuore dei tifosi biancorossi lo ha dimostrato il lungo applauso che ha sottolineato la proiezione della clip in cui si sono susseguite le grandi imprese in campo e i sorrisi del Professore a fine gara.

Se i canestri del Professore hanno emozionato ancora una volta, a strappare un sorriso, ancora una volta, sono stati gli aneddoti del tecnico più amato nei quarant’anni di vita del club. Assente per motivi personali, Dado Lombardi è stato eletto miglior allenatore della storia della Pallacanestro Reggiana. E sui lunghi trascorsi del “Dadone” alla guida del team biancorosso s’è scatenato pure il suo “delfino” Max Menetti.

«Ci trovavamo a Pesaro - ha ricordato il coach della Grissin Bon - e la sera prima di una importante partita Gianni Pastarini che, fra le altre cose, aveva anche il compito di occuparsi di stabilire il menù dello staff e dei giocatori, fece trovare il pesce a cena. Dado non lo voleva perché sosteneva che si trattasse di cibo tipicamente estiva. Così uscì e a me toccò inseguirlo per sei chilometri sul lungomare pesarese. Non sapevo più cosa fare per convincerlo a tornare in hotel, quando vidi il cartellone pubblicitario di un cinema. Così, per calmarlo, gli proposi di andare a vedere un film».

«La partita il giorno successivo andò bene e da quel giorno la preoccupazione di Gianni Pastarini diventò non più il menù della cena della squadra, ma che gli hotel dove soggiornavamo avessero nelle immediate vicinanze un cinema».

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