«Voglio dimostrare di poter giocare ancora ad alti livelli»
Rugby serie A, Cazenave era una star prima dell’infortunio ora i media d’oltralpe seguono la sua rinascita con i Diavoli
REGGIO EMILIA. Il mediano di mischia rossonero Florian Cazenave continua a far parlare di sé diventando un vero e proprio fenomeno mediatico, non solo in Italia, ma soprattutto in Francia, il suo paese d'origine che a gran voce lo sostiene dall'oltralpe.
Una grande soddisfazione per il Rugby Reggio, oltre che per lo stesso Cazenave. Ogni volta che entra in campo per il mediano di mischia dei Diavoli è come se fosse la prima volta, un sogno che diventa realtà. Tutto il rugby europeo rimane col fiato sospeso ad ammirare un giocatore che non si arrende al proprio handicap (Florian Cazenave in seguito a un incidente domestico ha perso la vista in un occhio) e lotta ogni giorno per continuare a coltivare la propria passione.
«Il rugby in Francia è molto più popolare che in Italia e soprattutto a Perpignan, il mio team - racconta -. In Francia si ha una vera e propria passione per il rugby. Io sono arrivato a Perpignan all’età di 17 anni, molto giovane e lì ho fatto la mia carriera. I fans del Perpignan hanno visto tutto il mio percorso di crescita e io sono diventato parte della vita del club. Per questo quando ho dovuto lasciare la società tutti sono rimasti affezionati a me e non mi hanno abbandonato. Sono diventato come un figlio per loro. La mia è una storia forte, dura da accettare e questo li ha resi ancora più protettivi e disponibili nei miei confronti. Non mi hanno mai lasciato solo, sono qui da due mesi e c’è sempre stato qualche mio amico da Perpignan che era con me a Reggio».
La sua pagina Facebook è piena di messaggi di auguri e congratulazioni per il tuo ritorno in campo, si aspettava tanto calore?
«Sono molto contento di tutto ciò. Ognuno di loro mi ha aiutato dal quel triste giorno in cui mi sono fatto male. Mi hanno sostenuto e mi sono stati vicino come con un figlio e questo è stato molto importante per me, fondamentale a livello psicologico in un momento così difficile. Senza il loro sostegno non ce l’avrei fatta».
E a Reggio come si trova?
«Sono molto contento, i miei compagni mi hanno aiutato fin dal primo giorno con la lingua italiana e non mi hanno mai lasciato solo. Poi in campo. Ora mi sento davvero parte della squadra e mi sembra di essere qui da dieci anni».
La scorsa settimana a Reggio è arrivata una troupe della rete tv francese Antenne 2 per realizzare un documentario sulla sua storia...
«Sì, mi stanno seguendo da tempo, prima a Perpignan e ora in Italia vogliono documentare la mia storia per un anno. Domenica andrà in onda la puntata sulla gara d’esodio della stagione a Torino. Lo stanno facendo per aiutarmi, vogliono dimostrare alla federazione francese di rugby che io sono in grado di giocare, che posso essere ancora un atleta di livello. Purtroppo però non è ancora arrivato alcun segnale dalla federazione. Ho chiesto in tutti i modi di avere un colloquio con i federali, sui giornali, con lettere, ma non mi hanno mai dato una possibilità».
Ginevra Del Bene Errico
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
