Gazzetta di Reggio

Sport

«Igli merita le Olimpiadi ma ha bisogno di sponsor»

«Igli merita le Olimpiadi ma ha bisogno di sponsor»

Judo: l’appello del maestro Andrea Aldini per il suo gioiellino Ramosacaj «Ha i numeri per andare a Rio nel 2016 però occorre un sostegno finanziario»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Urgono gli sponsor per Igli Ramosacaj, il ventenne judoka del Dojo Arti Marziali che, qualificato dal 2012 negli Europei, ora aspira a alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Il suo allenatore, il 45enne Andrea Aldini – figlio di Giorgio Aldini, ex arbitro di calcio di serie A – lancia un appello: «Chiedo agli imprenditori reggiani di darci una mano a portare Igli alle Olimpiadi. Sarebbe non soltanto un sostegno encomiabile, ma un ritorno d'immagine. Questo atleta, infatti, è un figlio di immigrati che grazie al judo sta guadagnando prestigio e popolarità. Aiutarlo a realizzare il sogno olimpico significa associarsi alla sua affermazione».

Nato a Valona, Igli ha ancora la cittadinanza albanese, ma si è formato atleticamente a Novellara. A Reggio, dove la famiglia si è trasferita undici anni fa, ha frequentato l'istituto Jodi e poi lo Scaruffi, dove quest'anno si è diplomato. Allo Jodi ha conosciuto Aldini, professore di economia aziendale ora in servizio all'istituto Carrara, che cinque anni fa l'ha introdotto alle arti marziali. «Era venuto nella nostra palestra – riferisce Aldini – per curiosità e si è subito appassionato al judo. Benché abbia iniziato relativamente tardi, in poco tempo ha avuto una crescita formidabile. Nel 2011 è passato da cintura bianca a gialla, arancione e verde. All'inizio del 2012 era cintura blu. Ha saltato quella marrone ed in aprile è diventato direttamente cintura nera. Quell'anno ha ottenuto il quinto posto nell’Europeo, in Croazia. Ora è undicesimo nella classifica continentale».

Pur gareggiando in Italia con il club Dojo di Novellara e Reggio, Igli partecipa alle competizioni internazionali con l'Albania, avendo sempre al fiancoAldini. Fino all'anno scorso pesava 66 chili, il peso attuale (73, per un metro e 85 ) lo colloca in una categoria intermedia, fra le sette in cui si distinguono i judoka.

«Si tratta – confessa il campione – della categoria più impegnativa, vi sono concentrati i migliori atleti. Oltre ad allenarmi devo continuamente controllare il peso per non uscire dai limiti. Il mio obiettivo è conquistare una medaglia alle Olimpiadi. Tuttavia anche riuscire a qualificarsi sarebbe di tutto rispetto. In due anni dovrò superare 15 tornei di qualificazione olimpica del percorso going to gold.

«Sono gare – sottolinea Aldini – che si svolgono a Cuba, Miami ed in Giappone. Saremo ospitati gratuitamente, ma dobbiamo pagare il viaggio. Perciò è indispensabile la sponsorizzazione. Purtroppo la federazione albanese ha un budget annuo di soli 11mila euro. In Italia il judo non è conosciuto come in Francia, Russia o Giappone. Sta contribuendo a farne apprezzare il valore, ma anche educativo e di promozione sociale, il film di Marco Pontecorvo L'oro di Scampia». (l.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google