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Torreggiani: 30 anni vissuti nella Reggiana

Wainer Magnani
Torreggiani: 30 anni vissuti nella Reggiana

Monica festeggia oggi questo straordinario traguardo professionale, unico in Italia

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REGGIO EMILIA. Pensi alla Reggiana e la prima immagine che viene alla mente è Monica Torreggiani, telefonino all’orecchio e un maxi mazzo di chiavi in mano, che gira per il campo dando disposizioni e consigli agli steward.

Questa è la Monica che vediamo tutte le domeniche, poi c’è la segretaria generale, stacanovista, che respira e vive per la “sua” Reggiana. Cura ogni particolare, dal rubinetto che perde acqua, al contratto di Paulo Futre.

E’ stato così per trent’anni: il 10 ottobre 1984 è stato il suo primo giorno da segretaria della Reggiana e oggi per lei sarà uno speciale compleanno di lavoro.

In questo lungo lasso di tempo ha conosciuto gioie ed amarezze, la storica promozione in serie A e il fallimento del club. Tanti presidenti si sono alternati e a loro abbiamo chiesto un ricordo, un flash.

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«Della Monica ho apprezzato tutto – rimarca Federico Spallanzani – sia sul piano professionale che personale. Tra noi c’è un rapporto di vera e sincera amicizia. Sul piano professionale ricordo con piacere, nel periodo della mia presidenza, un aspetto particolare: eravamo nel periodo del passaggio di Daniela Gozzi al Milan e quel passaggio mi aveva messo in apprensione dato che Daniela era una straordinaria professionista, con una notevole preparazione oltre che un’accentratrice. In quella fase di transizione, invece, ho capito quanto Monica era preparata e innamorata della sua professione tanto che riusci a non far rimpiangere Daniela, anzi».

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Franco Dal Cin assieme a Luciano e Loris Fantinel è stato per un decennio al fianco di Monica Torreggiani. «Ho sempre apprezzato le sue qualità – rimarca Dal Cin – come la sua presenza continua e una straordinaria disponibilità, a qualsiasi ora del giorno il che testimonia il suo amore per la Reggiana. Svolgeva il suo lavoro con professionalità e amore perché aveva la Reggiana nel sangue. Impagabile».

«Una donna straordinaria – rimarca Loris Fantinel – brava, seria e professionale. Ho un grande ricordo del nostro rapporto professionale».

Una totale disponibilità che sottolinea anche Luciano Ferrarini: «Era animata da una grande costanza, sempre gentile e disponibile con tutti, pur in mille difficoltà. La Reggiana era la sua famiglia».

Giovanni Vandelli è stato uno dei suoi primi presidenti: «Con me è sempre stata molto carina e gentile. Una ragazza sveglia, che aveva voglia di fare e di imparare. Spigliata e innamorata del suo lavoro. Credo sia stata una delle scelte felici della mia gestione».

Gianfranco Morini ricorda con piacere un particolare: «L’ho vista piangere al funerale di Vando Veroni. Mi ha colpito. Si capiva che era innamorata della Reggiana, oltre che di Marcello Montanari. L’ho rivista dopo tanto tempo e aveva ancora la faccia della ragazza sbarazzina ma molto seria. Una professionista seria, capace e che manteneva sempre la calma».

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Ermete Fiaccadori: « Trent’anni sono davvero tanti, e Monica di strada ne ha fatta. Me la ricordo giovanissima quando si occupava del settore giovanile e l ’ho ritrovata segretaria generale. Ha sempre avuto un atteggiamento positivo verso il lavoro e non le è mai mancata la voglia di imparare. Il fatto che il Sassuolo calcio l’abbia nominata responsabile della sicurezza per lo stadio, spiega in modo molto chiaro il suo livello di professionalità. Complimenti».

«Già 30 anni? – si chiede Sisto Fontanili –. Era davvero una ragazzina quando è entrata nella Reggiana e averla ritrovata adesso alla guida della segreteria significa che di strada ne ha fatta. Non mi sono mai permesso di darle dei consigli perché nel suo lavoro non ha eguali. Credo che sia un record: non credo che nelle società professionistiche ci siano molte altre segretarie allo stesso posto da tanto tempo. Le faccio anche i complimenti per la nomina a responsabile della sicurezza per lo stadio: nessuno lo conosce come lo conosce lei».

ClarFiorello Fontanesi: «Non posso che parlare bene di Monica. Lei non è la segretaria della Reggiana, lei è la Reggiana. E ’ un punto fermo e insostituibile di questa società. Per il periodo che mi ha visto alla presidenza, lei è stata veramente una colonna portante: sa fare di tutto e lo fa con serietà e professionalità».

Pippo Marchioro: «Non c’è ombra di dubbio che si tratti di un matrimonio riuscito, meriterebbe un vitalizio. La ricordo con un caratterino molto vispo, ma anche molto attenta sul lavoro e molto rigorosa. Una professionista impeccabile e molto preparata». E Alessandro Barilli? Lui è il presidente del presente e anche del futuro, il suo “violino” suona ogni giorno.

ha collaborato

Cristiana Filippini

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