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La Reggiana è sola al comando del girone B

Wainer Magnani
La Reggiana è sola al comando del girone B

Basta una zampata di Siega per battere il Santarcangelo e volare, i granata sono primi grazie al pareggio fra l'ex capolista Spal e Teramo

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REGGIO EMILIA. Sono i numeri a rendere onore a questa Reggiana. Sei partite senza subire gol (Feola ha portato il suo record di imbattibilità a 583 minuti) e la terza partita vinta per 1-0, con primo posto in classifica grazie al pareggio fra l'ex capolista Spal e il Teramo (0 a 0). Fortuna? Alibi del Santarcangelo. La verità è che la Reggiana si sente forte e in grado di fare la sua partita, di mettere l’incontro sui binari che desidera e poi ha la certezza di portare in porto il successo. Fortuna? No, consapevolezza di avere un pacchetto difensivo di assoluto valore, certamente superiore agli avanti romagnoli che pure hanno avuto le loro buone occasioni ma stringi stringi Feola ha dovuto compiere solo una prodezza (34’st) sulla conclusione di Guidone. Per il resto il Santarcangelo può recriminare per un palo colpito sempre da Guidone (9’pt) in avvio di partita ma i granata hanno avuto con Siega e Bruccini la possibilità di chiudere il match.

E’ vero, è stata una Reggiana che ha giocato solo un tempo, il primo, poi ha pensato a gestire e probabilmente si è abbassata troppo ma Sabotic e compagni avevano dalla loro parte la forza di essere una squadra ben organizzata a livello difensivo.

Una Reggiana che non ha ripetuto la splendida prestazione offerta contro il Pro Piacenza ma si è avvicinata di più a quella vista a Pondera. Ma è stata rinunciataria per un tempo quando, complice il caldo e alcuni uomini non al meglio, ha dovuto cedere campo al Santarcangelo. Ma ciò nonostante non si ha mai avuto l’impressione che la Reggiana potesse subire gol. Certo, era in sofferenza, ha dovuto serrare le fila, stringere le marcature ma sempre in modo organizzato, anzi disciplinato.

Una Reggiana che si sa difendere e del resto non può essere un caso se la porta di Feola è rimasta inviolata da sei partite.

Anche nel finale, seppur convulso e arrembante da parte del Santarcangelo, non c’era la sensazione di una squadra messa alla gogna. D’accordo, il solito Guidone ha gettato al vento al 49’ della ripresa una ghiotta occasione ma era uno dei tanti traversoni buttati nel mezzo e che Spanò e Sabotic hanno gestito alla grande.

Una vittoria rosicata ma l’importante è averla conquistata in parte con il gioco ma soprattutto con la personalità della squadra che sa di poter fare sua la partita.

Può e deve migliorare ma non sempre la Reggiana può trovare un Pro Piacenza che gli ha lasciato completamente campo. Anche ieri al Valentino Mazzola i granata hanno provato a fare la partita, poi una volta sbloccato il risultato con un esterno sinistro di Siega (33’pt) anche se grande merito va a Ruopolo, hanno pensato di governare un avversario che a parte la volontà ci ha messo poco per meritare il pareggio. Ha costruito e sprecato tanto che Feola, come detto, ha dovuto fare un solo intervento prodigioso. Tanta quanto è bastato per vincere.

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