«Deluso per la ripresa ma siamo nelle prime otto nazioni d’Europa»
REGGIO. Continua il feeling tra Gigi Di Biagio e Reggio Emilia. «Vengo sempre accolto bene - conferma il tecnico degli azzurrini - sia dal punto di vista organizzativo che per la risposta del...
REGGIO. Continua il feeling tra Gigi Di Biagio e Reggio Emilia. «Vengo sempre accolto bene - conferma il tecnico degli azzurrini - sia dal punto di vista organizzativo che per la risposta del pubblico e a questo posso dire che anche i risultati ci sono sempre stati favorevoli. Lo stadio è tra i più belli d'Italia e il campo era perfetto. Speriamo di tornare. Reggio Emilia si può dire che porta fortuna all’Italia».
Venendo alla partita, detto che il rigore per la Slovacchia sembrava netto, come riesce a spiegare questa metamorfosi con la squadra in vantaggio per 2-0 e l'uomo in più?
«Se la mettiamo sotto questo aspetto credo che vada evidenziato, cinque minuti prima, il fallo su Belotti da ultimo uomo mentre stava andando in porta».
Facciamo allora un'analisi più strettamente calcistica.
«Grande primo tempo dove ho visto una squadra matura che sapeva quello che voleva, e che ha saputo gestire la gara a suo piacimento. Quello che è successo nel secondo tempo invece mi lascia molto deluso perché non si può gestire il vantaggio di gol e di uomini così come l'abbiamo gestito noi. Speriamo che sia una lezione utile per il futuro. Ma questo non può cancellare diciotto mesi di lavoro e che ci hanno visto vincere un girone non facile».
Si è dato una risposta per questa inversione di tendenza nel secondo tempo?
«Evidentemente non sono stato bravo a trasmettere ai ragazzi il fatto che la partita non fosse finita. Dovevamo entrare in campo per cercare il terzo gol: è questo che ho detto ai miei ragazzi nell'intervallo. Invece è stata la Slovacchia a fare quello che avremmo dovuto fare noi. Siamo una squadra che è cresciuta ma molte cose vanno ancora migliorate perché quando pensiamo di essere diventati bravi andiamo in difficoltà e quando siamo con l'acqua alla gola, da bravi italiani, riusciamo a tirare fuori il meglio».
Michele Uva, direttore generale, ha detto che adesso bisogna andare in Repubblica Ceca per vincere il titolo. Esagera?
«Dobbiamo fare uno scalino per volta. L'obiettivo adesso è quello di andare alle Olimpiadi e visto che anche io sono molto ambizioso, vorrei arrivarci da protagonista e non da quinto. Magari nelle prime quattro e, perché no, giocarmi anche la finale».
Nel finale ha allungato la mano verso il vice di Ivan Galad e cosa è successo?
«Che lui l'ha rifiutata».
Ha, invece, ricevuto i complimenti di Antonio Conte.
«Fa piacere ma tra noi c’è un grande rapporto di stima e di collaborazione. E’ bello vedere l’Italia e l’Under 21 conquistare due vittorie per la qualificazione europea».
Cristiana Filippini
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