«Approccio sbagliato alle gare» Ghizzoni striglia il San Prospero
CORREGGIO. Un solo punto nelle ultime tre partite. Non sta attraversando un buon momento, il San Prospero Correggio. La distanza dalla zona play out del girone C si è assottigliata, ma i...
CORREGGIO. Un solo punto nelle ultime tre partite. Non sta attraversando un buon momento, il San Prospero Correggio. La distanza dalla zona play out del girone C si è assottigliata, ma i biancazzurri sono ancora in media salvezza. Dopo quella, storica, della passata stagione la piccola società parrocchiale punta al bis, ma servirà in fretta un'inversione di rotta per ritrovare le positive prestazioni delle prime gare.
«Veniamo da una settimana con tre impegni ma poco prolifica – ammette l'allenatore Alberto Ghizzoni – in cui abbiamo avuto un'involuzione. Non mostriamo il giusto atteggiamento, sbagliamo l'approccio alle partite. Per il momento fatico a spiegarmelo, entrare nella testa dei giocatori non è mai facile».
E' preoccupato?
«Commettiamo sbavature banali, in particolare da parte dei più esperti. Mi aspettavo qualcosa in più, abbiamo le potenzialità per fare meglio. Ho una rosa di venti elementi, la sto utilizzando praticamente per intero. Come valori sono tutti più o meno sullo stesso piano, nessuno emerge sul gruppo. Questo per dire che non è togliendone uno per inserirne un altro che le cose possono cambiare in modo radicale. Dovremo farlo tutti insieme come spogliatoio».
Siete reduci da due sconfitte, addolcite, nel mezzo, dal pareggio con il Fabbrico.
«Con la Povigliese, che non ci è stata superiore, avremmo potuto giocare per due giorni e non saremmo riusciti ugualmente a fare gol. Con il Fabbrico l'abbiamo raddrizzata in corsa, ma loro ci hanno messo piglio, caparbietà ed aggressività. Delle squadre incontrate è quella che mi è piaciuta di più, ma ha caratteristiche che anche noi siamo in grado di tirare fuori».
Poi a Guastalla...
«Dopo mezzora eravamo già sotto di due gol e con un uomo in meno. Negli spogliatoi ci siamo scossi, ma era come ricominciare daccapo. L'inferiorità numerica, sul piano del gioco, più di tanto non si è notata, e questo almeno è stato positivo».
Il futuro immediato?
«Ora ci tocca il Boretto. Dobbiamo uscire dal guscio e superare il momento negativo. Io sono fiducioso, ma dovremo dare tutti qualcosa in più».
Luca Cavazzoni
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