«Ho cambiato ritmo alla partita come mi aveva chiesto il coach»
REGGIO EMILIA. Tra i protagonisti della vittoria contro il Bamberg, Amedeo Della Vallesin dal primo minuto in cui è sceso in campo è riuscito a dare un'iniezione di adrenalina alla squadra. «Prima...
REGGIO EMILIA.
Tra i protagonisti della vittoria contro il Bamberg, Amedeo Della Vallesin dal primo minuto in cui è sceso in campo è riuscito a dare un'iniezione di adrenalina alla squadra.
«Prima della partita – rivela la guardia biancorossa – il coach mi aveva detto che sarei partito dalla panchina perché voleva che entrassi a gara in corso dando una marcia in più alla squadra».
E' soddisfatto?
«Sì, ho lavorato molto sia lo scorso anno che nella pre-season perché sapevo che potevo fare bene e volevo dare la mia impronta alla stagione della Grissin Bon. In America avevo giocato poco, ero uscito un po' dal radar del basket europeo, tanta gente non credeva molto in me ma io so quanto valgo e non avevo dubbi su fatto di poter fare bella figura a Reggio».
Il Bamberg era dato come favorito del girone. Come spiega questa impresa?
«E' stata una vittoria di cuore, talento e sacrificio. Siamo un po' corti e forse all'inizio abbiamo pagato un po' l'emozione per questo esordio. Solo Cinciarini, Lavrinovic e Kaukenas avevano già giocato questa competizione quindi all'inizio ci siamo fatti bloccare dall'emozione. Alla lunga però siamo venuti fuori portando a casa un risultato incredibile».
Dal punto di vista tecnico-tattico cosa avete fatto meglio dei tedeschi?
«Siamo stati più solidi in difesa. Per buona parte della gara abbiamo giocato con tre esterni: il più alto ero io e sono 1 metro e 95. Abbiamo schierato quintetti con un'età media bassissima ma lottato col cuore e in questo siamo stati superiori. Secondo me è stato fatto anche un ottimo lavoro a rimbalzo, dove c'era Mbakwe che sotto i tabelloni è una belva".
La zona 3-2 ha pagato?
«Sì, la zona è necessaria per noi, sia per compensare la differenza fisica che spesso ci vedeva inferiori ai nostri avversari, sia per compensare le rotazioni corte che ci troviamo ora in squadra».
Brown vi ha messo in grossa difficoltà. Come mai non riuscivate a fermarlo?
«Nei video che avevamo studiato con attenzione, non segnava così tanto. Ha giocato un partitone contro di noi».
Come le è sembrato il basket europeo rispetto a quello del campionato?
«Molto diverso. Questo è il basket che mi piace, quello vero, fisico, dove viene fuori il cuore e chi ne ha di più vince. Sotto canestro ti fischiano pochi falli: interventi per i quali in Italia ti darebbero fallo a favore senza pensarci due volte, in Europa ti vedi fischiare una simulazione».
Riccardo Bellelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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