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Milan, Inzaghi placa il caso El Shaarawy

Milan, Inzaghi placa il caso El Shaarawy

«Si lamenta per tre panchine? Normale, anch’io ero così A Verona può giocare, tocca a lui mettermi in difficoltà»

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Quando non giocava titolare Filippo Inzaghi era una «pentola di fagioli», per dirla con chi lo ha visto da vicino nei suoi 11 anni a Milanello. Ecco perchè non è difficile comprendere e rivedersi nei tormenti di Stephan El Shaarawy, che ha sfogato la sua «incazzatura» per le tre panchine di fila. «Si vede che ha preso da me...», è la conclusione di un sorridente Inzaghi, che minimizza il caso. «Mi arrabbierei se dicesse che è contento, o che ha voglia ma non lo dimostrasse. Io e la società abbiamo sentito le dichiarazioni di Stephan, sono state rispettose. Ha la mia fiducia. Se El Shaarawy a Verona giocherà dovrà dimostrare quello che penso di lui, se entrerà dalla panchina dovrà mettermi in difficoltà per la partita successiva». Inzaghi chiarisce come intende gestire la rosa di 28, troppo ampia per una squadra impegnata solo in A e coppa Italia e impone esclusioni come Mexes per l'Hellas. «Chi incrina l'ambiente non rimane al Milan. Ma non mi pongo il problema perchè i ragazzi si rispettano. Se ci saranno problemi io e la società li risolveremo anche in maniera dura, non accettiamo lamentele. Tutti sapevano che qualcuno avrebbe avuto meno occasioni. Gli atteggiamenti sbagliati saranno puniti. Se a gennaio chi gioca meno chiede di essere ceduto vedremo». La priorità di Inzaghi (che ha convocato Menez, Bonaventura e Lopez) è non perdere terreno. Perchè bisogna «dare al presidente Berlusconi i risultati che vuole giocando un buon calcio», e perchè «il Milan non può stare senza Europa, e tornarci dalla porta principale è meglio», avverte l'ex attaccante che si sente «non raccomandato ma fortunato di allenare la squadra che amo».

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