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Francesco Messori vicino all'esordio in campionato

Francesco Messori vicino all'esordio  in campionato

"Sono grato al Csi per avermi concesso di realizzare questo sogno.  Il rispetto lo pretendo come persona, non perché ho solo una gamba"

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CORREGGIO. "E' la prima volta che esordisco in un campionato "regolare" del Centro
Sportivo, in una gara ufficiale, quindi è ovvio che io sia emozionato - ci
spiega Francesco Messori - So perfettamente che sarà diverso rispetto alle
amichevoli, perché nella partita di martedì ci saranno in ballo dei
punti e quindi maggiore agonismo rispetto ad una normale gara amichevole".

Non temi che, proprio perché ci sarà più agonismo, qualcuno magari entri un
po' duro nei contrasti?

"Assolutamente no. Io penso solo a giocare e a farlo bene, come faccio ogni
volta che scendo in campo". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.10152518:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2014/10/20/news/messori-debutta-con-gli-under-14-del-csi-1.10152518]]

Nella amichevoli che hai disputato ti è capitato che gli avversari
intervenissero in modo un po' duro su di te, oppure ti hanno sempre portato
tutti un grande rispetto?

"Sì, mi è capitato e quando sono caduto mi sono rialzato. E' giusto che i
ragazzi giochino normalmente: se riescono a rubarmi la palla lo facciano pure,
fa parte del gioco e se nel farlo commettono fallo, anche questo fa parte del
gioco. Non mi piace che la gente mi porti rispetto solo perché ho una gamba e
basta; il rispetto devono portarmelo come persona".

Tua madre cosa dice? E' preoccupata del tuo esordio?
"No, non lo è, anzi, è molto felice e non ha alcun timore a riguardo".

Nei 70anni del Csi nazionale hai avuto la possibilità di incontrare il Santo
Padre. Non è una cosa da poco. Cos'hai provato in quel momento?

"E' stata una giornata unica, indimenticabile e forse irripetibile. C'erano
più di 80 mila persone quel giorno e io ho portato davanti al Santo Padre la
mia Nazionale: per me e per noi tutti è stato un grandissimo privilegio. Credo
francamente che situazioni come quella che ho vissute capitino una volta nella
vita e quindi ringrazio il Centro Sportivo per avermi dato l'opportunità di
vivere un'esperienza che mi rimarrà nel cuore per sempre. L'incontro col Santo
Padre mi ha lasciato dentro qualcosa di veramente grande".

Il tuo allenatore, Nicola Simonelli, ha detto che tu, pur essendo arrivato
alla Virtus Correggio da solo un mese, trasmetti coraggio agli altri e sei già
un punto di riferimento. Ti senti inorgoglito e responsabilizzato in questo tuo
ruolo?

"Spero francamente di riuscirci. Non è che io lo voglia, ma mi auguro di
riuscire comunque a farlo e mi fa piacere che la gente mi rispetti e mi
apprezzi per quello che sono, come persona e magari, lo spero, anche come
giocatore".

Hai un sogno nel cassetto per la tua gara d'esordio contro la Saturno
Guastalla?

"Segnare, magari un gol di rapina, uno dei miei; ma sarò ugualmente felice
anche se non dovessi segnare. L'importante è aver aperto una strada per tutti
coloro che magari hanno voglia di scendere in campo e ora possono farlo,
realizzando il loro sogno".

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