Ruopolo: "Per rimanere ai piani alti ci vuole costanza"
L'attaccante della Reggiana: "Su di me c'era un rigore ma l'arbitro era ostile"
REGGIO EMILIA. Ciccio Ruopolo continua a litigare col gol ma nella partita contro L’Aquila ha messo in campo tanta generosità. Si può quasi dire che il vero avversario di giornata non è stato lo stopper ospite ma l’arbitro. «A volte capita di trovarne uno che ti prende un po’ di mira e va accettato ma poi si va avanti; mi pare che almeno un rigore netto su di me ci fosse ma ormai era chiaro che non mi avrebbe fischiato niente».
Cosa le ha detto invece su quello, parso clamoroso, su Siega nei primi minuti?
«Che non era sicuro e potrebbe aver sbagliato ma non ha visto fallo da rigore. Ma è inutile soffermarci su queste cose perché sbagliamo noi calciatori sul campo quindi può sbagliare anche l’arbitro».
La partita come la giudica?
«L’Aquila è una grande squadra che sa giocare bene a calcio e sono venuti a Reggio senza nascondersi mettendoci spesso in difficoltà ma la nostra bravura è stata quella di riacciuffare la gara quando ci siamo trovati sotto».
Arrivato il pari ha pensato di vincerla?
«Abbiamo provato a vincerla perché dopo la prima mezzora di difficoltà non volevamo rimanere sotto nel risultato e soprattutto volevamo restare davanti in classifica ma per rimanere ai piani alti ci vuole costanza: secondo me il lato positivo è stato prendere quel gol liberatorio che non subivamo da tanto tempo che ci ha finalmente tolto un peso. Credo che il risultato comunque sia giusto».
Ha però avuto una buona occasione per chiudere la gara ma...
«Se il riferimento è al colpo di testa indirizzato verso Siega effettivamente non sono riuscito a prenderla bene ma probabilmente la stanchezza si faceva già sentire e poi mi sembrava meglio piazzato di me in quella circostanza. Peccato».
Buon punto o due punti persi?
«Punto guadagnato sicuramente».
Davanti si sente un po’ isolato?
«E’ normale che giocare con tanti attaccanti sarebbe meglio per noi punte ma non si può giocare sempre in cinque là davanti perchè ci sono equilibri da mantenere. Presi singolarmente io, Sinigaglia o Beppe siamo tutti sempre disponibili a sacrificarsi per il bene della squadra in qualsiasi ruolo come avete visto».
Ha smaltito gli ultimi acciacchi?
«L’infortunio di Pisa mi ha un po’ bloccato ma adesso mi sto riprendendo. Non sono un tipo di giocatore che sta fermo sul campo ma, anzi, a me piace fare tanti chilometri per aiutare la squadra e per far ciò ci vuole una condizione fisica buona che adesso sto pian piano ritrovando».
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