«Un gol che inseguivo da tempo»
Bruccini: «L’ultima rete l’ho realizzata nei play off contro la Cremonese»
REGGIO EMILIA. «Siamo partiti un poco timidi – rimarca Mirko Bruccini – ma va riconosciuto merito all'Aquila. E' stata la prima squadra che non è venuta a Reggio per schiacciarsi tutta dietro la palla, ha giocato a viso aperto, ha fatto la sua partita confermando di essere di ottima levatura e ci ha messo in difficoltà, direi che il pareggio è il risultato più giusto».
Cosa serviva per vincere?
«Con un po' di fortuna e convinzione avremmo anche potuto ribaltare il risultato, qualche occasione c'è stata, ma abbiamo anche rischiato di perderla, specie nel finale».
Inizio titubante, eccessiva tensione per il primato?
«Può darsi, non siamo stati cattivi, concentrati ed attenti come in precedenti occasioni, non ci era mai capitato, neppure a Pisa, di partire così male, quasi con timore, però abbiamo dimostrato carattere, di avere, come si vuol dire, gli attributi. Per un buon tratto di partita comunque abbiamo espresso un discreto calcio, di certo dobbiamo essere più aggressivi sin dall'inizio, imporre il nostro gioco».
Il cambio tattico?
«Siamo partiti con il solito assetto, poi , visto che gli avversari con il pressing riuscivano a crearci dei problemi l'allenatore ha preferito optare per i quattro in mezzo al campo, allargare il gioco sulle fasce per mettere al centro palloni per cercare si sfruttare il gioco aereo, direi che al tirar delle somme non è che abbia pagato moltissimo, poi in inferiorità numerica tutto si è scombussolato».
La punizione che ha portato al pareggio?
«Era ora che mi sbloccassi, già in 4-5 occasioni nelle altre partite avevo sfiorato il goal, lì era nella posizione ideale per uno come me che calcia di destro, è andata bene».
L'ultima rete segnata?
«Beh, a dire il vero non tantissimo tempo fa, con la maglia della Cremonese nei play-off, sfortunatamente non servì a nulla".
Si è vista una buona cornice di pubblico.
«Come squadra dobbiamo ringraziarlo perché chi ha incitato sino alla fine, è stato davvero il dodicesimo giocatore in campo, un pubblico così merita soddisfazioni».
Luigi Cocconcelli
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