«De Angelis all’arbitro ha dato solo un buffetto»
Antonio Mola, dirigente dello Sporting, difende il proprio giocatore «Episodio brutto ma non così grave, eccessivo interrompere la gara»
CAVRIAGO. Antonio Mola, uno dei dirigenti dello Sporting Cavriago, ritorna sull'episodio di domenica scorsa che ha visto la sospensione della gara del campionato di Seconda categoria tra lo stesso Sporting e l’ Albinea, a pochi minuti dalla fine, decretata dall’arbitro Nicola Catellani. Mola lo fa per rimarcare che «sul campo e fuori non ci sono stati degli atti di violenza».
Cosa è successo precisamente al punto da interrompere una partita di calcio?
«A sei minuti dal termine l'arbitro ha espulso il nostro Daniele De Angelis che, non appena ha visto il cartellino rosso ha detto "bravo", ironicamente, al direttore di gara».
Un po’ poco per la sospensione del match...
«De Angelis mentre usciva voleva dare all’arbitro una pacca sulla spalla, forse un buffetto o un coppino e poi se ne è andato verso gli spogliatoi, magari continuando ad inveire verso di lui ma senza violenza nei confronti di alcuno. L'arbitro non è caduto a terra, né tantomeno ha avuto bisogno di soccorso quindi per noi la cosa finiva lì».
E invece?
«Invece ha voluto applicare il regolamento che prevede, in caso di contatto dell'arbitro con un giocatore, la possibilità di sospendere la partita».
E' possibile che il direttore di gara si sia sentito in pericolo?
«Era una partita tranquillissima e sia l'arbitro che il suo osservatore, presente all'incontro, alla fine ci hanno confermato che si è trattato di un episodio brutto ma non così grave».
C'è stata fomentazione dagli spalti?
«No, tutto tranquillo sia in campo che fuori, era una gara che si stava concludendo nell'assoluta normalità».
L'espulsione del giocatore è stata conforme?
«L'espulsione è avvenuta per proteste ma ci poteva anche stare perché si trattava di un secondo cartellino giallo, quello che non ci aspettavamo è stata la sospensione per una "leggerezza" del genere».
Può essere stata la presenza dell'osservatore dell’Aia ad aver indotto l'arbitro a questa scelta?
«Non lo so, tutto può essere e regolamento alla mano ci sta, pure. Forse bastava un po' più di buon senso dal momento che mancavano poco più di 5 minuti alla fine».
Si aspetta pesanti provvedimenti per società e giocatore?
«C'è chi mi ha detto che finirà 3-0 a tavolino per i nostri avversari e chi parla di ripetizione della partita, poi per il ragazzo ci sarà sicuramente una pesante sanzione».
Vi sentite penalizzati?
«No, io vorrei semplicemente che passasse il messaggio che non c'è stata nessuna condotta violenta perché questo infangherebbe sia la nostra società, sia il ragazzo. Che è una bravissima persona ed ha già capito l'errore».
Juri Panciroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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