«Un buon pareggio per merito dei tifosi»
Ferrara: «Sono realmente loro il dodicesimo uomo»
REGGIO EMILIA. Raffaele Ferrara, come giudica il pareggio contro L’Aquila?
«E’ stata una bella partita – rimarca il direttore generale della Reggiana – tra due buone squadre».
Non è sembrata la solita Reggiana.
«Troppo contratta nei primi venti minuti, forse perché sentiva la partita».
Ha subito un gol evitabile.
«Siamo una squadra che non butta mai via la palla e capita di poter sbagliare qualche appoggio. Così è nato il loro gol del vantaggio degli avversari, però la squadra ha avuto una buona reazione».
Un pari accettabile?
«Ai punti avremmo vinto noi, però va bene anche così».
Una difesa che ha sofferto?
«L’Aquila è una squadra che sulle ripartenze è pericolosa ma se togliamo il gol e una loro occasione sullo svarione di Sabotic, L’Aquila non si è mai resa pericolosa mentre noi abbiamo costruito diverse occasioni. Mi vengono in mente quelle sciupare da Sabotic, Ruopolo, Tremolada».
Forse dopo il pareggio la Reggiana si è accontentata.
«Non credo a questo aspetto, piuttosto il forzato cambio di Mignanelli ha scombussolato tutti i piani. La squadra stava girando bene e la necessità di sostituire il terzino ha costretto l’allenatore ad arretrare Siega rivoluzionando la squadra».
Si poteva caso mai inserire prima Alessi.
«Anche, ma in quel momento l’assetto è stato stravolto. Non bisogna mai dimenticare che la nostra squadra era di gran lunga più giovane come età media dell’Aquila».
Gli avversari hanno trovato le contromisure al possesso palla granata?
«E’ naturale che ci studino e dovremo farci trovare pronti».
La squadra è stata troppo responsabilizzata?
«In settimana non ho avuto questa sensazione. Nella fase di riscaldamento e nell’intervallo, invece, ho avvertito nella squadra una certa tensione. Eravamo contratti e forse impressionati dallo splendido pubblico».
Già i tifosi, loro sono i vincitori?
«Molto bello, direi entusiasmante. Credo che il pareggio sia arrivato grazie al loro incitamento. Uno stadio pieno di passione e che ha aiutato la squadra dall’inizio alla fine. Se continueranno a essere al fianco della Reggiana saranno realmente il dodicesimo uomo in campo».
Un incoraggiamento meritato?
«E’ una squadra giovane che in ogni partita sputa sangue e sudore, cercando anche di offrire un calcio propositivo. Penso che siano tutte componenti che piacciono ai tifosi reggiani».
Dica la verità, non si aspettava di trovare a Reggio una simile tifoseria.
«Credo che in Lega Pro ci siano poche piazze come Reggio Emilia. Non era facile rimediare una partita come quella contro L’Aquila e se la Reggiana c’è riuscita ritengo sia in gran parte merito dell’incitamento dei tifosi. Per questo è un punto accettabile».
L’arbitro, però, non ha concesso un rigore sacrosanto su atterramento di Siega.
«Ho avuto anch’io la stessa sensazione dalla tribuna».
Ha notato una flessione atletica da parte di alcuni giocatori e la crescita di altri?
«Ci sono giocatori come Bruccini che escono alla distanza, mentre Maltese ha subito un particolare trattamento dagli avversari e ne ha pagato le conseguenze. Non vedo, quindi, una flessione atletica, anzi credo che più passa il tempo e più avremo una buona condizione fisica».
Il primato e l’imbattibilità hanno condizionato i giocatori?
«Nel nostro gruppo ci sono pochi giocatori abituati a giocare davanti a cinquemila tifosi. Aspettative e pressioni che si avvertono ma per fortuna si torna subito in campo e ci togliamo subito questo peso».
Ma sarà lo stesso film?
«I giovani si abituano facilmente a queste condizioni ambientali e la pressione diventa esaltazione».
Siete contati?
«Siamo un pò tirati per la lunga indisponibilità di Ricci e De Biasima ritengo sia giusto andare avanti così».
Niente mercato?
«Sabato rientrerà Parola e De Giosa è pronto».
Ha letto le dichiarazioni di Vavassori?
«Ama punzecchiare».
Ha parlato dell’arrivo di Giannone.
«Se lo dice lui, io guardo al presente, all’organico che abbiamo a disposizione. Poi a gennaio si vedrà».
Si ha l’impressione che Vavassori si diverta a vedere la Reggiana.
«Gli piace la squadra, la piazza, i tifosi e si diverte. Sono aspetti fondamentali. E’ molto attento a tutto».
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