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A Poviglio c’è un allenatore-attore

A Poviglio c’è un allenatore-attore

Baseball, il coach Antonino Arcolà ha fatto parte del film “Fascism in color”

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POVIGLIO. A volte capita di scoprire di avere nel proprio staff un attore cinematografico. E’ successo al presidente dell’Heila Poviglio, la società di baseball che milita in serie B ma che ha anche un fiorente settore giovanile.

«Un giorno facendo zapping su Sky tv – racconta Stefano Campanini del Baseball Poviglio – appare in video una faccia nota. Ci penso un po’ su e mi sembra proprio quella del nostro tecnico e dirigente Antonino Arcolà. Poi mi dico: “impossibile, non può essere lui”. Nel dubbio, però, metto in pausa, torno indietro nel programma di qualche minuto e cerco con My Sky la scena che avevo appena visto. La somiglianza è tremenda ma penso che debba per forza trattarsi di un sosia. Nel dubbio, non si sa mai, fotografo il video della tv con il mio telefonino».

«Alla prima occasione – prosegue Campanini – in cui incontro “Tonino” (questo è il suo soprannome) gli chiedo se fosse lui il personaggio delle foto. Io mi aspettavo che rispondesse di no ma, invece, mi risponde di sì».

Campanini si è ritrovato con un allenatore-attore. «Stupito e molto incuriosito – prosegue – lo interrogo un po’ e scopro che anche i suoi figli Francesco (tuttora atleta in prima squadra) e Cristian (ex atleta) sono stati coinvolti nelle stesse riprese. Queste ultime sono durate pochi giorni e sono state girate tra Brescello e Bologna. Tonino impersonava la parte di un sindacalista di sinistra, avversario di un collega fascista, impegnato in attività politica come ad esempio quella di oratore nei comizi di piazza (a Bologna). Antonino mi spiega anche che l’esperienza è stata molto interessante».

Il racconto di Campanini prosegue tra l’incredulità e lo stupore: «Torno a casa e cerco su internet notizie del documentario e trovo la scheda di cui sotto. Scopro anche che gran parte delle scene utilizzate per realizzarlo (fornite dall’istituto “Luce”) erano originali dell’epoca e quindi in bianco e nero ma che sono state ricolorate dalla produzione. Proprio per questo motivo, il documentario è stato denominato “Fascism in color”. La lingua inglese del titolo tradisce il fatto che sia il regista (Chris Oxley) che la casa di produzione (Iwc) sono inglesi. Mai Tonino ci aveva parlato di questa sua performance risalente al 2007».

Alla fine a Campanini non resta che accettare la realtà: «Abbiamo quindi un attore in società e non lo sapevamo. Poco importa che il suo nome non sia citato nella scheda di cui sotto. Lui c’era, ne abbiamo le prove e ve le abbiamo mostrate. Adesso, però, non chiedetegli autografi perché lui deve allenare i ragazzi e non ha tempo per queste storie di gossip».

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