Emiliano Melli ha detto stop: «Ho privilegiato la famiglia»
REGGIO EMILIA. Emiliano Melli ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. A 37 anni compiuti ad Aprile, una seconda figlia praticamente appena nata e sempre più numerosi impegni di lavoro, nella sua...
REGGIO EMILIA. Emiliano Melli ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. A 37 anni compiuti ad Aprile, una seconda figlia praticamente appena nata e sempre più numerosi impegni di lavoro, nella sua vita, per il calcio giocato, non c'è più tempo. «Per ovvi motivi ho detto basta – spiega – gestire tutto era impossibile. La decisione era già maturata alla fine dell'anno scorso, d'altronde la carta d'identità dice 37 anni. Qualche società mi ha chiamato, ma ho declinato ogni proposta».
La sua è stata una carriera di tutto rispetto.
«Mi sono tolto le mie soddisfazioni, sinceramente ben al di sopra delle mie aspettative. Il calcio mi ha arricchito, sotto tanti aspetti e non solamente quelli sportivi. Non sono mai arrivato al professionismo ma a livello dilettantistico ho incontrato dei valori. Ho passato esperienze positive, intese come amicizie, convivenze, vite di spogliatoio e quant'altro. Al calcio penso di avere dato tanto, ma ho anche ricevuto».
Non sono mancate le tante vittorie.
«Ho vinto quattro campionati. Tre di Eccellenza, di cui due con la Bagnolese e l'altro con la Virtus Pavullese. Ho fatto anche un salto dalla Promozione, vinta con la Folgore Bagno. A Bagnolo ho vinto anche una coppa Italia segnando in finale, peccato per lo spareggio perso con il Formigine per andare in serie D».
In particolare è legato a due società.
«A conti fatti alla Bagnolese ho trascorso dieci anni, è stata come una casa per me. Anche alla Virtus Pavullese sono stato bene, si è trattata di un'esperienza molto positiva. Non me ne vogliano le altre realtà in cui sono stato, come ad esempio Formigine, Monticelli e Scandiano, ma i ricordi vanno subito a dove ho giocato per più stagioni. Poi ho chiuso tra Bagno e Rubiera, tre anni compreso il discorso fusione».
Dovesse indicare il suo allenatore preferito la scelta ricadrebbe, inevitabilmente, su Ivano Vacondio?
«In tanti conoscono il mio carattere, in carriera non ho mai avuto il minimo problema con nessun allenatore. Se però devo spendere due parole per un tecnico, allora le utilizzo volentieri proprio per Ivano Vacondio. Con lui ho avuto il rapporto più intenso, fatto di stima reciproca. Per me è stato un autentico maestro, e non solo a livello agonistico o sportivo».
Resterà nel mondo del calcio?
«A questo ancora non ho pensato. Ora mi godo la famiglia e penso al lavoro, più avanti valuterò. Mai dire mai, ma penso che non farei il tecnico».
Luca Cavazzoni
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