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Galileo, una crescita lunga cinquant’anni

Galileo, una crescita lunga cinquant’anni

Lo storico sodalizio di Santa Croce Esterna è nato su una pista all’aperto per arrivare sino alla vetta in più sport

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REGGIO EMILIA. La Polisportiva Galileo, società reggiana tra le più gloriose, festeggia il cinquantesimo anno di attività e nell’ambito delel celebrazioni è stata ricevuta ieri in Sala del Tricolore dal sindaco Luca Vecchi.

GLI ALBORI. La Galileo nasce nel 1964 in via Candelù, quartiere di Santa Croce Esterna, dall'unione delle società Pistelli e Circolo sportivo Giovani Cooperatori di Santa Croce.

Le attività del calcio e della pallavolo maschile e femminile, preesistenti, si allargano in poco tempo all'atletica leggera, al ciclismo, al pattinaggio e all'hockey a rotelle.

«L'aspetto più rilevante – sottolinea il presidente Fernando Margini – sta nel fatto che le prime attività di carattere sportivo e culturale si svolgevano su una pista all'aperto costruita col volontariato dei giovani della Polisportiva che riuscirono, su un terreno messo a disposizione dalla Cooperativa Case Popolari di Mancasale e con la fornitura di materiali da parte Comune, a costruire l'impianto in poche settimane».

Nel 1977 la Polisportiva trova una prima sede insieme al Circolo Arci in un vecchio capannone adibito a deposito vini messo a disposizione delle Cantine Riunite. Nel 1979 prende corpo l'idea di costruirne una più adeguata alla continua crescita delle attività: si fa sempre più pressante la necessità di coprire la pista estiva per realizzare una vera e propria palestra.

«Il progetto si è concretizzato nel 1981 – continua Margini – a conferma che anche i progetti più ambiziosi e difficili possono concretizzarsi se si ha la capacità di unire tutte le forze disponibili, se si stimola lo spirito di solidarietà e comunità così vivo, all'epoca»

IL PRESENTE. Nel 2006 si corona un altro sogno ambizioso: il Pigal. Ancora frutto della collaborazione di Circolo Pistelli, Circolo e Polisportiva Galileo insieme al Comune. Il circolo Arci Pigal (acronimo di Pistelli e Galileo) è unamoderna costruzione, a ridosso dello stadio Città del Tricolore, con spazi adeguati a coprire le esigenze delle innumerevoli manifestazioni di interesse culturale e sportivo delle nuove generazioni di cittadini.

SUL CAMPO. Gli armadi e le teche dellasede pullulano di coppe, trofei e medaglie; innumerevoli i riconoscimenti delle federazioni e del Coni alla aocietà, ai suoi atleti e ai dirigenti.

Il settore calcio brilla per la fiorente attività della scuola "rifondata" dai mitici Ezio Galasso, Massimo Varini, Massimo Tirabassi e Pino Ligabue. Ogni anno tante squadre dai pulcini fino ai più grandi in categoria. Da non dimenticare gli amatori. Numerosissimi i ragazzi cresciuti in Galileo e passati ai settori di eccellenza delle società semi e professionistiche; da segnalare recentemente l'exploit di Nicolas Bovi. Altamente formativa poi l'esperienza in Galileo per numerosi ex atleti passati ad allenare o come Massimo Varini a dirigere team professionistici.

Il settore triathlon vanta quasi vent'anni di attività. Dal precursore Giorgio Fornaciari si sono succeduti al comando dirigenti-atleti come Giulio Bottone, Ivano Filippi e Urbano Morelli. Nella stagione in corso oltre 100 piccoli o grandi iron-men si misurano in manifestazioni di livello. Risultati notevoli con David Morelli, Sivia Riccò, Alma Chierici e Lorenzo Villa.

La pallavolo maschile hasalle categorie minori è arrivata a toccare la ribalta nazionale con la serie A1. «Sforzi immani – dice Margini – sono stati fatti per misurarsi con colossi tecnico-economici del calibro di Santal Parma, Mediolanum Milano, Panini Modena, Sisley Treviso e Messaggero Ravenna. Tempi d’oro: la Galileo coi marchi Transcoop Stc, Latte Giglio e Pprep riempiva puntualmente il PalaBigi».

La pallavolo femminile è da sempre asse portante della società; sin dai primi anni '70 le "ragazze" Galileo partecipavano ai campionati provinciali di Federazione e Uisp. Una piccola società di quartiere quale era all'epoca la Galileo nel 1974 si permise di ospitare per due giorni le atlete della Nazionale di Cuba.

La pallavolo in rosa spicca i volo nel 1989 con la felice intuizione del duo Fernando Margini-Franco Castagnetti di lanciare col marchio Giovolley una massiccia campagna di promozione giovanile. E' del 1994 la conquista del titolo nazionale Under 14. Sull'onda del movimento avviato dal Giovolley sul territorio reggiano sono cresciute tantissime altre realtà sportive che a tutt'oggi portano la nostra provincia fra quelle col maggior numero di praticanti. Centinaia sono le atlete di buon livello formate alla scuola Giovolley, da citare Stefania Donelli, Valentina Rossi, Sara Motta, Margherita Fabbri e Sara Gatti entrate nel giro delle nazionali giovanili.

«E soprattutto la grandissima palleggiatrice Francesca Ferretti – annota con orgoglio Margini – dal centro di avviamento Giovolley di Rosta, alla squadra di B2 a soli 14 anni fino alle maggiori società di A1 e con la maglia della Nazionale italiana alle Olimpiadi di Atene, sino ai recentissimi Mondiali di Milano».

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