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PROMOZIONE / LA CASTELNOVESE

Ivan Caroni: «Ci sarà da lavorare sulla testa più che sugli schemi»

Ivan Caroni: «Ci sarà da lavorare sulla testa più che sugli schemi»

CASTELNOVO SOTTO. La Castelnovese riparte da Ivan Caroni, e viceversa. Il penultimo posto in classifica ha indotto la società gialloverde al cambio del tecnico, puntando sull'ex Reggiana, Bagnolese,...

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CASTELNOVO SOTTO. La Castelnovese riparte da Ivan Caroni, e viceversa. Il penultimo posto in classifica ha indotto la società gialloverde al cambio del tecnico, puntando sull'ex Reggiana, Bagnolese, Brescello e Cadelbosco per prendere il posto di Giuseppe Liperoti.

La Castelnovese è di molto al di sotto delle attese estive, pur trovandosi ancora in corsa in coppa Italia.

I gialloverdi sono in piena bagarre per non retrocedere, e le ultime quattro sconfitte di fila hanno pericolosamente minato il morale e la convinzione del gruppo.

«Sono contento perché ritrovo il campo e lo spogliatoio – ammette mister Caroni – che sono poi le componenti più importanti del calcio».

Eredita una situazione non semplice.

«E' ovvio che ci siano dei problemi, ma faremo il necessario per saltarci fuori. Non andrò in cerca di chissà che cosa, ci sarà solamente da lavorare».

In quale modo inizierà la sua avventura?

«Si dovrà intervenire a livello psicologico, cercando di entrare nella testa dei giocatori. Serve la cosidetta scossa, anche sotto l'aspetto fisico».

Ritrova alcuni suoi elementi di esperienze passate, come ad esempio Cavicchioli, Di Sisto e Bigi.

«Diciamo che conosco quasi tutti i giocatori, ma almeno quattro o cinque anche molto bene a livello personale».

Si è già fatto un’idea della squadra?

«Avevo già visto giocare la Castelnovese, per me non sarà del tutto un salto nel buio. Quando ho accettato la loro proposta, chiaramente, ho valutato anche questi aspetti».

Le era capitato ancora di salire a stagione in corso?

«In passato solamente un'altra volta, a Guastalla. Fù un'annata travagliata, ai tempi del fallimento. Subentrai a Speroncini, ma poi l'aria si fece pesante. Andai via, come mia abitudine quando vengono a mancare i presupposti e le basi per poter lavorare».

Ironia della sorte ha dietro solamente il Cadelbosco, ossia la sua ultima squadra in ordine di tempo.

«In periodi come questi, fortemente condizionati dalla crisi economica, fare calcio è sempre più complicato. Non mi sorprende che facciano fatica, anche se, sinceramente, pensavo potessero fare di meglio. A Cadelbosco ci sono delle evidenti difficoltà ma io devo pensare solo alla Castelnovese».

Il debutto sarà in casa contro il Royal Fiore, un altro spareggio salvezza.

«Ci stiamo preparando al meglio, vedremo sul campo le risposte». (l.c.)

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