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Morello spopola in Cina: «Per il calcio è l’America»

di Wainer Magnani
 Morello spopola in Cina: «Per il calcio è l’America»

Dario racconta l’esperienza come ambasciatore dell’Inter: «E’ stato magnifico ma la cucina è diversa, sono dimagrito due chili»

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REGGIO EMILIA. Dopo Roberto Cevoli anche Dario Morello è andato alla scoperta della Cina, questa volta non come allenatore ma in virtù del suo passato da interista.

Morello, come è nata questa avventura?

«Grazie a Inter Forever. L’organizzazione curata da Francesco Toldo, Rodolfo Ferrari e Veronica Oldani sono stati perfetti e straordinari».

Sempre in collaborazione con l’Inter?

«Sì, è una delle tante iniziative messe in atto per promuovere l’immagine dell’Inter e dello sponsor. In passato ho partecipato a un torneo a Livorno mentre non ho potuto partecipare alla tournèe in Spagna».

Cosa può dire di questa esperienza in Cina?

«Bella e con un gruppo di giocatori fantastici. Ragazzi meravigliosi e poi giocare col capitano Zanetti è un’esperienza emozionante».

Una tournèe calcistica?

«Abbiamo giocato due partite contro selezioni locali ma ogni giorno avevamo degli appuntamenti con delle scuole calcio o con istituti scolastici».

Un bagno di folla?

«Abbiamo giocato al cospetto di venticinquemila persone ma era soprattutto fuori dallo stadio che abbiamo toccato con mano quanto l’Inter e il calcio italiano in generale siano amato».

La Cina è la nuova America?

«Tre giorni prima di noi anche Cristian Lantignotti era andato in tournèe con le vecchie glorie del Milan».

E anche Cevoli col Parma ha sposato questa causa.

«Me l’hanno detto. In effetti i cinesi hanno una grande passione per il nostro calcio. Mi sono stancato di firmare maglie, cappellini e autografi».

Cosa l’ha colpito della Cina?

«E’ un cantiere dopo l’altro, con tanto smog e poi si passa da grattacieli a catapecchie nel volgere di una strada. Sembrerà assurdo ma è così: basta voltare l’angolo e da un palazzo ultramoderno ti ritrovi in una casa fatiscente».

E come la mettiamo col cibo?

«Sono dimagrito di due chili. Ho trovato la soluzione per tornare in peso forma: vado in Cina e posso tornare a giocare».

Cosa si mangia?

«La cucina cinese, diciamo che c’è a Reggio, mi piace ma quella che preparano in Cina è completamente diversa. Non esiste nulla di ciò che mangiamo in Italia».

Ha assaggiato qualche specialità?

«Mi hanno portato una gabbia con all’interno della carne ma c’erano anche le teste degli uccellini. Il problema è che non sai che carne cucinano. Dicono anche i cani, di sicuro i serpenti. Poi tanto pesce».

Un’esperienza da ripetere?

«Assolutamente sì, perché abbiamo avuto la possibilità anche di fare i turisti e di visitare dei musei affascinanti e misteriosi».

Cina a parte, domenica mattina c’è Reggiana-Parma allievi, ci sarà?

«Non posso mancare, lavoro per il settore giovanile del Parma».

Si gioca al Mirabello e ci sarà tanta gente.

«Barilli l’ha fatto apposta ma sarà ancora più bello».

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