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Ecco gli occhiali per chi gioca a rugby

Ginevra Del Bene Errico
Ecco gli occhiali per chi gioca a rugby

Testimonial Florian Cazenave mediano francese di Reggio che può giocare grazie alla maschera protettiva di Raleri

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PARMA. Si è svolto ieri l’incontro tra i vertici dell’azienda bolognese Raleri, produttrice e ideatrice dei Rugby Goggles, occhiali che permettono agli atleti con problemi di vista di giocare a rugby, la Federazione Italiana Rugby, l’International Rugby Board, Ian Mckinley, centro irlandese di Viadana e Florian Cazenave mediano francese di Reggio, giocatori che oggi possono tornare in campo grazie alla maschera protettiva di Raleri.

Un incontro molto importante per tutti, dove ci si è confrontati sui primi passi avanti di questa tecnologia e si sono presentati i progetti futuri per il miglioramento del prodotto e la messa in commercio.

<<Questi occhiali sono molto importanti per noi – comincia Stefano Cantoni, consigliere nazionale della FIR – Permettono infatti ai giocatori con handicap alla vista di poter giocare a rugby. Inoltre siamo fieri che a dar vita a questo progetto ci sia proprio un’azienda italiana che ha vinto l’appalto a livello mondiale per produrre questi prototipi. Questa è una grande soddisfazione per noi. Oggi possiamo dare ad un giocatore irlandese e francese una grande opportunità attraverso un progetto ambizioso di cui il nostro sport si fa promotore>>.

<<La nostra azienda è una delle poche rimaste che ancora spende molte delle proprie energie nella ricerca e nello sviluppo e insieme all’IRB siamo contenti di poter dar vita a questo progetto – spiega Francesco Rimbaldi, progettista e responsabile della Raleri – Vogliamo assicurare ai giocatori con questi problemi la certezza di entrare in campo ed essere protetti. Noi partiamo dalla tecnologia utilizzata per le mascherine dei motociclisti, adattandoli per il rugby. Abbiamo studiato un elastico che si sganci da solo se viene forzato troppo in modo tale che non danneggi chi lo porta, inoltre ci siamo ispirati alla conchiglia di protezione di tipo militare, dando però molta importanza anche a chi viene a contatto con l’oggetto, ovvero gli avversari in campo che magari colpendo l’occhiale non si facciano male. Per questo i Goggles non hanno spigoli ma si adattano al viso di chi li porta. Questo per noi e l’IRB è un occhiale di base che andrà ancora perfezionato durante i test che sono iniziati a gennaio>>.

<<Anche per noi questa è una grandissima opportunità – continua Marc Douglas, coordinatore della ricerca all’International Rugby Board – è un passo importantissimo per tutto il rugby mondiale. Il progetto era nato per i bambini che si avvicinano al rugby, magari con la necessità di portare degli occhiali da vista, dopo di che è veramente decollato con l’aiuto di Ian e Florian che si sono offerti in questa sperimentazione, senza di loro non saremmo a questo punto. La sicurezza in campo per noi è fondamentale e vogliamo assicurarla a tutti gli atleti di tutte le età che praticano questo sport. Oggi, con l’aiuto di uno staff medico e l’azienda Raleri, abbiamo oltre 300 atleti che utilizzano i Goggle Glass e il nostro obiettivo sarebbe quello di riuscire a modificare il regolamento mondiale in questo senso entro la fine del 2015. I test infatti finiranno circa nel maggio 2015, in concomitanza con il termine dei campionati di Mckinley e Cazenave dopo di che cercheremo di vagliare i risultati da noi raccolti>>.

Già la maggior parte delle federazioni mondiali hanno aderito, Sud Africa, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Canada, Argentina, Italia, Scozia, Galles queste le maggiori, ma solo oltre 20. All’appello mancherebbero in effetti solamente Inghilterra, Francia e Irlanda.

Ian Mckinley ormai è da un anno e mezzo che utilizza la maschera protettiva, dopo un brutto infortunio sportivo che gli costo il distacco della retina nell’occhio sinistro. Sarebbe stato costretto al ritiro dai Leinster e dalla nazionale irlandese Under 20 dove ha giocato con il ruolo da capitano, all’età di 21 anni. Un anno fa è stato chiamato a Udine, riprendendo dalla Serie C e oggi è a Viadana.

<<Mi trovo molto bene con gli occhiali, sono molto comodi – racconta Ian Mckinley – inoltre utilizzo il caschetto per una maggiore protezione. I giocatori non interferiscono con la mia protezione, ma hanno un certo rispetto nei mie confronti. Abbiamo un bellissimo prodotto a nostra disposizione e per questo ringrazio Francesco e l’IRB, sono contentissimo, ora mi sento davvero protetto>>.

Storia simile per Florian Cazenave che dopo 7 anni all’USA Perpignan, al massimo livello del rugby francese, con un futuro in nazionale maggiore, viene escluso da questo sport per un incidente casalingo.

<<Non fa ancora parte di me – spiega Florian Cazenave – Ho giocato solamente 3 partite con gli occhiali e devo prenderci ancora confidenza ma non è difficile e la protezione per il mio occhio sano è fondamentale. Ho preso tante botte in questi incontri con ginocchia, mani e qualsiasi parte del mio avversario ma non mi sono fatto male e soprattutto chi mi colpisce non si fa male. Funziona bene ed è molto utile per noi giocatori, grazie mille Raleri>>.

 

 

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