Provetta e spada la doppia vita di Adriana Albini
Scienziata con la passione del fioretto ha partecipato ai Mondiali over 40 ma è stata eliminata nelle qualificazioni
REGGIO EMILIA. La provetta e la spada. Può essere il titolo di un romanzo, quello di Adriana Albini, scienziata e fiorettista di scala internazionale. Nata a Venezia il 2 settembre 1966, dall'aprile 2012 risiede a Reggio Emilia, dove è direttrice dell'infrastruttura ricerca-statistica "Tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia" dell'arcispedale Santa Maria Nuova e direttrice scientifica della Fondazione MultiMedica onlus (nonchè responsabile della ricerca oncologica del polo scientifico e tecnologico di MultiMedica onlus a Milano).
Segni particolari? Quelli che traccia con fioretto e spada. Adriana (tesserata con la società Sintofarm Koala di Reggio Emili) è infatti stata convocata dalla federazione italiana per i Campionati Mondiali Master (riservati cioè agli Over 40) di scherma, in programma a Debrecen (Ungheria) dal 21 al 26 ottobre, nella squadra di fioretto femminile. L'avventura è partita bene, con la vittoria per 5-1 sull'avversaria statunitense. Poi sono arrivate le sconfitte, e la Albini è stata eliminata nel girone di qualificazione: «Avversarie durissime – racconta al telefono da Debrecen – e livello generale molto alto. Ho incontrato le due fiorettiste più forti, e contro l'ungherese mi sono anche vista annullare un attacco buono dall'arbitro...». Ma i motivi per consolarsi ci sono tutti: «Già essere arrivati qua rappresenta qualcosa di importante. In tutta Italia, come squadra di fioretto, siamo state convocate in quattro...». Già, una convocazione effettuata sulla base del ranking nazionale, e nel quale Adriana Albini si è guadagnata i galloni piazzando – nel circuito degli appuntamenti nazionali del 2014 – due medaglie di bronzo.
Come si possa tenere il piede in due livelli così alti di attività è quesito a risposta "chiusa": bisogna essere dei fenomeni. Tra l'altro Adriana Albini (sposata e madre di due figli) ha vinto nove premi scientifici, di cui due all'estero, ed è tra le prime scienziate italiane più citate al mondo. E nella scherma (dove oltre al fioretto si cimenta nella specialità della spada) chissà cosa potrebbe raggiungere se, in periodo di preparazione delle gare, potesse lavorare in palestra tutti i giorni, invece di essere costretta – dagli impegni professionali – a lavorare quasi sempre fino a tardi: «L'attività di scherma – confida – è comunque importante anche per il mio lavoro di tutti i giorni: oltre a mantenermi in forma, rappresenta un'importante prova di concentrazione».
E in realtà il suo romanzo potrebbe essere considerato ben più avventuroso: la provetta, la spada e la penna. Oltre ad essere iscritta all'ordine dei giornalisti pubblicisti, infatti, Adriana ha pubblicato diversi libri di racconti, poesie e romanzi, di cui uno (Codice genetico. Il segreto è scritto nel Dna) nientemeno che con Mondadori. Più genio, quindi, che fenomeno.
Tornando a bomba, anzi a spada, una volta rientrata da Debrecen (dove l'Italia sta andando bene in campo maschile dove hanno vinto tre ori mentre le donne non stanno brillando) l'atleta reggiana dovrà prepararsi per la gara del campionato nazionale in programma il prossimo mese a Nocera Umbra. Un appuntamento importante, "anche in chiave ranking, per le prossime convocazioni in nazionale...".
L'avventura, tra prove agonistiche e provette, continua. In quello sport iniziato 18 anni or sono e poi smesso – per gli impegni con gli studi – e infine ripreso sei anni fa, ci sono ancora medaglie e convocazioni che aspettano.
Massimo Bassi
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