IL PUNTO
REGGIO EMILIA. Se domenica contro L’Aquila non tutte le mosse del tecnico granata hanno convinto, ieri Colombo è stato uno stratega vincente. Una partita che il tecnico ha preparato alla perfezione e...
REGGIO EMILIA. Se domenica contro L’Aquila non tutte le mosse del tecnico granata hanno convinto, ieri Colombo è stato uno stratega vincente. Una partita che il tecnico ha preparato alla perfezione e alla prova del campo ha azzeccato tutto. E’ stato un capolavoro tattico da parte del trainer con l’inedito tridente che ha spaccato la partita. Una scelta vincente e convincente.
L’altro elemento da sottolineare è la maturazione di questo gruppo. All’inizio è andata alla ricerca di una precisa identità di gioco, poi con L’Aquila ha provato l’ebbrezza del primato, pagando dazio ma contro il Tuttocuoio la squadra ha capito che può sfruttare quelle che sono le sue qualità. Una prova di autostima che ingigantisce le ambizioni di questa Reggiana anche se – giustamente – il tecnico Colombo tende ad abbassare i toni. Poi ci sono i tifosi che hanno trasformato il Città del Tricolore da una “cattedrale nel deserto” a un catino ribollente di passione e tifo. A prescindere dalle presenze, è tutto lo stadio che si è calato nella versione ultrà granata. Infine c’è una componente che possiamo definire fortuna o fatalità: esce il portiere Feola, eroe di questa prima parte di stagione, entra Messina e al debutto para un rigore. Cosa si può chiedere di più? Forse che Pietro Vavassori si decida non solo a fare capolino allo stadio ma metta testa, cuore e soldi nella Reggiana. (w.m.)
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