Colombo canta coi tifosi «Una festa da pelle d’oca»
«Il mio sogno è fare un risultato utile venerdì a Gubbio per giocare da capolista la prossima sfida al Città del Tricolore contro l’Ascoli con 6, 7 mila tifosi reggiani»
REGGIO EMILIA. Coinvolgente è stata la Reggiana nella vittoria sul Tuttocuoio, altrettanto hanno fatto i tifosi nei confronti dei granata in occasione della festa dei 40 anni degli ultrà che si è svolta sabato sera all’Italghisa. «Una serata da pelle d’oca – rimarca l’allenatore Alberto Colombo – una festa travolgente. La mia paura è di deludere questi nostri meravigliosi tifosi. Il loro entusiasmo è contagiante».
L’allenatore della Reggiana è solitamente pacato e tranquillo ma sabato sera è entrato in perfetta sintonia coi tifosi. «Tutti noi abbiamo capito, ancora una volta, cosa significa indossare la maglia granata. Allo stesso tempo abbiamo pienamente compreso cosa significa la Reggiana per loro. E’ per questo motivo che avverto ancora di più la responsabilità di non deluderli».
Colombo ripete un concetto a lui caro: «Sì, dobbiamo mantenere equilibrio e senso della realtà anche se ammetto che questa tifoseria ti trascina all’entusiasmo».
Il trainer granata è rimasto stregato dall’effetto e dalla passione degli ultrà. «Non voglio fare un confronto con altre realtà dove ho militato da giocatore e da allenatore ma Reggio Emilia è unica. Una tifo così passionale, vissuto e sentito lo si può ritrovare solo in alcune piazze del sud. Un nostro obbiettivo iniziale era quello di riportare i tifosi allo stadio e al fianco della squadra. Ci stiamo riuscendo ma tanta passione non l’avrei mai immaginata. So che nel recente passato i tifosi granata hanno dovuto soffrire e dunque ora vogliono godersi questo momento che rievoca, forse, un periodo di maggior splendore della Reggiana».
La discoteca Italghisa, ovviamente, si è trasformata in una bollente curva Sud tanto che lo stesso Colombo e tutti i granata si sono lanciati in cori da stadio. «E’ vero – ammette – ho fatto cose che solitamente non faccio. Ho cantato con loro, mi sono commosso ed entusiasmato. Non mi era mai successo in altre realtà eppure ho giocato anche in piazze importanti come Como e Monza ma il calore dei reggiani è unico». Proprio così: un tifo unico. Una tifoseria che esalta l’identità reggiana e il radicamento al territorio rispetto al risultato fine a se stesso. «E’ un altro tratto distintivo della nostra tifoseria – conclude l’allenatore Colombo – perché è facile esaltarsi o essere bravi quando si vince ma è importante essere al fianco della squadra nei momenti delicati, quando si è in difficoltà. Una vicinanza che abbiamo avvertito e apprezzato proprio nei momenti critici di questo nostro avvio di stagione». Colombo ha un sogno: «Vorrei ottenere un risultato positivo a Gubbio per giocare da capolista, nel nostro stadio contro l’Ascoli, alla presenza di 6,7 mila reggiani».
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