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«L’allenatore è un perfezionista da mesi lavora al nuovo modulo»

di Wainer Magnani
«L’allenatore è un perfezionista da mesi lavora al nuovo modulo»

Ferrara: «Colombo è molto attento ai particolari e ha un ottimo rapporto coi giocatori Ha ragione quando chiede equilibrio ma l’attuale primo posto è un attestato del nostro lavoro»

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REGGIO EMILIA. Ferrara, qual è il suo giudizio su Reggiana-Tuttocuoio?

«E’ stata una bella partita. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica per il loro pressing ma quando il ritmo è scemato è uscita la nostra maggiore qualità».

E’ stato decisivo il nuovo assetto a due punte e mezzo?

«Era da tempo che l’allenatore stava studiando questa soluzione con Siega mezzapunta. Col Tuttocuoio era la partita giusta».

Sarà questo ruolo il futuro di Siega?

«A parte il portiere e il difensore centrale, Siega può fare tutti i ruoli perché è un ragazzo che si applica, generoso, duttile e ha qualità».

E’ una alternativa tattica?

«Volevamo avere due soluzioni per essere meno prevedibili. Siega è un’alternativa a Tremolada e Alessi».

Si può dire che la squadra ha superato l’esame di maturità?

«Sono convinto che la Reggiana, nel gioco e nei risultati, possa ancora migliorare. Siamo una squadra nuova e sotto il profilo dell’intesa può compiere ancora dei passi in avanti».

E la condizione fisica?

«Anche, del resto ci sono giocatori come Angiulli e Bruccini che stanno migliorando di partita in partita. Lo stesso Sinigaglia ora sta bene».

Dunque ci sono tutti gli ingredienti per volare?

«Io sposo la filosofia del nostro allenatore: dobbiamo mantenere il massimo equilibrio nella buona e cattiva sorte».

I tifosi, però, hanno voglia di entusiasmarsi per la Reggiana.

«Fanno bene e hanno ragione ma loro sono tifosi e hanno questo ruolo. La società, invece, deve avere coerenza, saggezza e senso della realtà. Al nostro interno le valutazioni devono essere diverse rispetto a ciò che si respira in questo momento nell’ambiente della tifoseria».

La sua parola d’ordine è responsabilità?

«Se i tifosi reggiani sono contenti, soddisfatti ed entusiasti della loro Reggiana non può che farci piacere. E’ un aspetto positivo ma spetta a noi dirigenti tenere i piedi ancorati a terra. Sarebbe un errore farci trascinare dall’entusiasmo».

Anche lei, dunque, non guarda la classifica?

«No, io la osservo e con soddisfazione. Non mi spaventa il primato, anzi lo ritengo un attestato del nostro lavoro. Pur essendo solo all’inizio, in noi c’è soddisfazione per il nostro progetto tecnico. Detto questo è evidente che occorre capire che essere solo alla decima giornata ha un relativo peso specifico».

Con il pareggio dell’Ascoli, la Reggiana è solitaria al comando.

«Meglio così, abbiamo due punti di vantaggio ma non cambia nulla rispetto a prima».

Nessuno, però, ci avrebbe scommesso in avvio di stagione.

«E’ vero ma io non faccio mai pensieri a lungo termine, mi soffermo solo al prossimo impegno. Una filosofia che appartiene a tutto lo staff: andiamo avanti partita dopo partita».

E’ anche una metodologia di lavoro?

«Cerchiamo di risolvere un problema alla volta».

Come riuscirete a gestire un gruppo dove senatori come De Giosa, Alessi, Parola, Zanetti devono scalzare i giovani?

«Non credo sia un problema di carta d’identità ma di intelligenza del gruppo e dei singoli. Tutti devono fare il massimo per la causa comune e accettare le decisioni dell’allenatore che sono fatte per il bene della Reggiana».

Non ci sono mal di pancia?

«Vedo un gruppo molto unito e sano. C’è lo spirito giusto per conquistare la fiducia del tecnico facendosi trovare pronti ogni volta che sono chiamati in causa».

Facciamo l’esempio di Andrea Parola: è difficile ipotizzare un ruolo da riserva.

«Capisco che a tutti faccia piacere giocare titolari ma le regole del gruppo prevedono sacrifici e disponibilità per cui tutti devono accettare e rispettare le scelte dell’allenatore».

Già, Alberto Colombo, un allenatore rivelazione.

«Non per me che lo conosco da tempo. L’ho avuto per un anno nella Berretti e poi l’ho chiamato in prima squadra».

Un uomo di spessore, con dei valori ma anche un eccellente stratega.

«Con lui ho un ottimo rapporto e il fatto che siamo sempre assieme ci consente un confronto quotidiano. E’ un allenatore che ha una totale abnegazione per la causa».

Un allenatore aziendalista?

«Siamo tutti impegnati a rispettare il progetto che ci siamo dati».

Però non è un integralista e l’ha dimostrato cambiando modulo.

«Sono due mesi che ci lavora perché crede in ciò che fa. Un allenatore sempre molto attento ai particolari, che cura ogni dettaglio».

Legge anche bene la partita.

«Assolutamente sì».

Con Zanetti ha un confronto anche tattico?

«Noto che con i giocatori più esperti riesce a instaurare un buon rapporto, a coinvolgerli nel progetto».

Avrà però un difetto.

«Come tutti noi, speriamo emergano più avanti».

Cosa si aspetta dal match col Gubbio?

«Questo è un campionato equilibrato dove caso mai trovi maggiori difficoltà col Santarcangelo rispetto al Pisa o Grosseto. Sarà una trasferta da prendere con le giuste attenzioni».

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