"Non potrei mai fare gestacci rivolti ai disabili"
Spegne le polemiche Amedeo Della Valle, protagonista di una gara strepitosa a Varese: "Non accetto che una prova così sia sporcata da falsità"
REGGIO EMILIA. Non ci sta, Amedeo Della Valle. Non ci sta, la guardia biancorossa, che le polemiche del post gara con Varese vadano in qualche modo a scalfire la prestazione monstre offerta al pala Whirlpool, che ha portato la Grissin Bon al successo dopo una maratona infinita.
«Mi dicono che dopo un canestro avrei fatto una smorfia o addirittura lanciato un bacio in modo irriverente verso l’area dove si trovavano i ragazzi disabili - spiega l’ex Ohio State -. Tutto falso. Non mi permetterei mai e poi mai di fare una cosa simile. Ho esultato tante volte dopo i canestri, non ho però mai mancato di rispetto a nessuno».
Eppure in nottata si sono moltiplicati i tweet di tifosi varesini che le rinfacciavano quel gesto...
«Ho risposto subito sottolineando che non ho fatto nulla. L’ambiente era caldo e il pubblico mi aveva preso di mira. Non mi lamento di questo: fa parte del gioco. E’ bello, bellissimo giocare in palazzetti tanto caldi. Se poi i pubblico ti insulta vuol dire che qualcosa di buono in campo lo stai facendo».
Come sta dopo la sfida infinita?
«Ho avvertito un dolore al polso destro già all’inizio del terzo quarto, ma ho continuato a giocare. Questa mattina (ieri, ndr) ho svolto un esame per verificare che non ci fosse nulla di rotto e per fortuna va tutto bene. Ora vado con gli antidolorifici pensando già alla gara di Eurocup».
Con un polso dolorante ha fatto una prestazione strepitosa. Mai giocato così?
«Mai: 32 punti con 35 di valutazione è il mio record in carriera. E’ stato bellissimo giocare così a Masnago dove da bambino venivo ad applaudire Pozzecco (l’attuale allenatore di Varese, ndr). Il Poz era il mio idolo. Ritrovarmelo da avversario è stata per me una grande emozione».
Mai temuto di perdere?
«Sapevamo che Varese poteva contare su un quintetto incredibile. E sapevamo che non avrebbe mai mollato. Noi però ci abbiamo sempre creduto. Nel momento in cui Cinciarini ha messo la bomba allo scadere e siamo andati al supplementare, eravamo sicuri al 100% di poterla vincere».
Cosa ha fatto la differenza?
«Il gruppo. Anche se siamo giovani, abbiamo vinto grazie all’esperienza. Un controsenso? No. Se abbiamo battuto Varese è perché siamo stati più bravi di loro a controllare la gara. Anche quando eravamo sotto di sei punti nel supplementare, sapevamo di avere in mano la partita».
Tutta questa sicurezza vi era però mancata in casa con Cremona solo sette giorni prima...
«In effetti ci era mancato quel qualcosa che abbiamo poi trovato sul campo del Varese. Con Cremona abbiamo giocato in folle: non riuscivamo davvero a cambiare marcia, probabilmente a causa della stanchezza».
Ora arriva Donell Taylor ad allungare le rotazioni. Sia lei sia Mussini avete dimostrato di reggere il campo alla grande, tanto in campionato quanto in coppa. Sarà un problema per voi trovarvi a dividere i minuti con un altro esterno?
«No. Donell è un bravo ragazzo. Ho già giocato con lui a Casale Monferrato con Marco Crespi quando ero più giovane. So che il club gli ha già detto quale sarà il suo ruolo. In questa squadra non avrà più il ruolo che aveva nella stagione in cui era capocannoniere. Donell sarà importante perché allungherà le rotazioni e ci farà respirare quando le gambe non ci sosterranno».
In effetti non avete molto tempo di recuperare. Domani sera sarete già al pala Dozza per la sfida d’Eurcup con i francesi dello Strasbourg. Siete un po’ provati?
«Dobbiamo recuperare le energie, rimetterci in gioco e buttare dentro tutto quello che abbiamo. E’ una grande emozione imboccare il tunnel del pala Dozza e giocare in quello storico impianto. Affronteremo un’avversaria in gran forma che arriva da sette vittorie, cinque in campionato e due in coppa e non sarà facile. Quindi ci faremo trovare pronti».
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