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«Al mio futuro penserò soltanto a fine stagione»

«Al mio futuro penserò soltanto a fine stagione»

Il 18enne Federico Mussini resta concentrato sul team «Non è ancora arrivato il momento di prendere decisioni»

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REGGIO EMILIA. Dai trentelli infilati in C a Correggio agli oltre 15 di media in Eurocup, senza “passare dal via”. Così è cambiata la vita di Federico Mussini in poche settimane. Complice l'incredibile serie di infortuni che ha funestato la Grissin Bon, “Musso” è passato dagli zero minuti giocati nell’esordio stagionale a Trento ai 43 di Varese, divenendo un giocatore fondamentale nelle rotazioni di Menetti, nonché una preziosissima arma offensiva. Sì, perché il “magrolino” di Albinea il canestro lo vede eccome, e ha l’interessante tendenza a segnare i tiri che contano di più, specie nei finali. Troppo per un ragazzo di soli 18 anni perché non si monti la testa? Pare di no.

«Purtroppo per la squadra c’è stata una serie di infortuni che ha costretto in panchina diversi titolari - spiega con umiltà l'esterno reggiano - Io ho solo cercato di sfruttare al meglio questa occasione, cercando di aiutare la squadra come potevo».

C'è stato un momento in cui ha avuto paura di tutte queste responsabilità? Magari prima della sfida con il Bamber arrivata subito dopo l’infortunio di Diener?

«No, anzi, ero molto carico per quella sfida. Sapevo che avrei avuto spazio, ma sapevo anche che tutta la squadra era pronta ad aiutarmi. I miei compagni hanno cercato di creare spazio per i miei tiri, dandomi una mano in difesa».

A proposito di difesa: su cosa deve ancora migliorare?

«A volte faccio fatica a tenere gli avversari negli uno contro uno, soprattutto se mi attaccano in post, ma per fortuna c’è sempre qualche lungo dietro che è disposto ad aiutarmi».

In campo sembra avere un’intesa speciale con Della Valle: che rapporto avete fuori?

«Con Amedeo mi sono trovato subito benissimo. Lo conoscevo un po’ già quando era in America, quando è arrivato qui abbiamo legato in poco tempo, anche per l'età. Abbiamo un modo di giocare simile e direi che stiamo bene assieme anche in campo».

A proposito di America: è vero che ha incontrato Steve Lavin di St. John’s?

«Sì, è venuto qui a Reggio dopo la gara con Varese. Mi ha spiegato personalmente il loro interesse nei miei confronti e mi ha raccontato come funziona l’attività sportiva e il basket nel college newyorkese».

Sulle sue tracce non c'è solo St. John’s però, vero?

«A voce ho parlato solo con coach Lavin, ma ho ricevuto degli inviti da parte di altri college: Virginia, Gonzaga e Davidson».

Ha deciso cosa farà l’anno prossimo?

«Ancora non ho preso una decisione, non è il momento. Ora mi interessa dimostrare quel che valgo qui a Reggio».

Della Valle cosa consiglia?

«Amedeo mi ha detto che per lui è stata un'esperienza bellissima, qualcosa di unico e indimenticabile. Vedremo, ancora non so quel che farò».

L’arrivo di Taylor le toglierà qualche minuto...

«Andavo a vedere Donell quando ero nelle giovanili: è un giocatore fantastico, un talento pazzesco. So che forse avrò meno spazio, ma devo vedere questa situazione come uno stimolo e una sfida a giocare ancora meglio nei minuti che mi conquisterò».

Daniele Valisena

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