Parola: «Piedi per terra e avanti così»
Il centrocampista esorta squadra e tifosi a non esaltarsi: «Troppo presto per sognare ma un po’ di euforia ci sta»
REGGIO EMILIA. Il rischio che la scorsa estate Andrea Parola se ne andasse da Reggio era elevato per il suo amore nei confronti dei figli ed il desiderio di star loro vicino il più possibile.
Invece il giocatore pisano, classe 1979, ancora qua a reggere le fila del centrocampo granata nonostante qualche acciacco di troppo che a volte lo costringe a dare forfait.
Parola, ha sistemato queste due questioni?
«I bimbi sono sempre a Trieste quindi la situazione è la solita ma qua a Reggio sto bene e mi sono organizzato per restarvi. Direi che anche a gennaio, quando riaprirà il mercato, non ci saranno problemi in questo senso. A livello fisico, inoltre, il fastidio delle ultime settimane sembra risolto, adesso mi sento bene».
Che Reggiana ha ritrovato dopo quasi un mese di assenza forzata?
«Una squadra equilibrata, tosta e ben messa in campo. Una squadra che ha rischiato sempre poco o nulla e, magari, rispetto a prima ho trovato alcuni giocatori che stanno acquistando più consapevolezza delle loro possibilità e questa è una cosa molto importante guardando al futuro».
Allora si può sognare davvero?
«E' meglio restare cauti e con i piedi ben piantati per terra perché arriveranno momenti in cui le cose non andranno bene, quindi adesso è giusta un po' d'euforia ma è presto per pensare in grande».
Che cosa manca a questo gruppo per restare al vertice sino alla fine del campionato?
«Non saprei. Bisogna però mantenere grande umiltà e la voglia di migliorarsi sia a livello individuale che di squadra perché in questo momento è troppo facile esaltarsi. Mi rivolgo anche ai numerosi tifosi che sono tornati a seguirci perché tutti insieme, se restiamo ancorati alla realtà, possiamo costruire qualcosa di importante».
I tifosi sono l'uomo in più quando giocate al Città del Tricolore...
«Infatti dobbiamo ringraziarli tutti perché riescono ad essere presenti nonostante questi orari particolari che per loro sono oggettivamente una difficoltà in più».
Le è piaciuto il trattamento riservatole dal tecnico Alvini del Tuttocuoio?
«E' stata la prima volta in carriera in cui sono stato marcato a uomo, a tutto campo, per 90 minuti. Sul 2-0 ho detto a Civilleri stai perdendo adesso staccati un attimo ma niente da fare: mi ha risposto che l'ordine era quello e mi ha seguito sino alla fine della partita».
Da venerdì a Gubbio tornerà il dualismo con Maltese?
«A 35 anni vivo la giornata serenamente e mi alleno tranquillo, non mi aspetto nulla per me ma l'importante è il risultato della squadra. Da parte mia sto bene ma le decisioni le prenderà il tecnico».
Davide Cais le manda i suoi saluti da Gubbio.
«Lo rivedrò volentieri, è un bravo ragazzo oltre che un ottimo giocatore: non so se stia giocando con continuità ma è sempre temibile con la palla fra i piedi».
Il sogno di Colombo è disputare il big-match con l'Ascoli da primi in classifica davanti a settemila persone.
«Non soltanto il suo, è il desiderio di tutti perché potremo vedere finalmente di che pasta siamo fatti».
Juri Panciroli
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