Moncigoli: «I club sono al collasso»
Calcio giovanile, il presidente della Reggio Calcio: «Costretti a ridurre le squadre»
REGGIO EMILIA. La Reggio Calcio ha ripreso la sua attività. Alla metà di luglio la società reggiana aveva effettuato un restyling di squadre e allenatori al fine di ridurre gli ingenti costi di gestione. «Abbiamo avuto tantissimi nuovi iscritti - spiega il Presidente Daniele Moncigoli - e questo per una società che si occupa solo di settore giovanile è un grosso vanto».
A luglio c'è stato un po' di terremonto.
«Purtroppo siamo arrivati al punto che i numeri condizionano il calcio soprattutto a livello giovanile. E i numeri ci hanno costretto ad eliminare delle squadre. Lo abbiamo fatto con grande rammarico ma non potevamo fare altrimenti. Abbiamo eliminato anche la prima squadra mantenendo però la Seconda categoria, con la speranza che se il prossimo anno ci saranno i fondi la riallestiremo. Tutti i giocatori sono stati comunque confluiti in un'altra società reggiana e continuano a giocare».
Avete tolto diverse squadre giovanili?
«La Federazione permette alle società di iscrivere una sola squadra per categoria ai campionati, per cui abbiamo tolto quelle che non avevano classifica, quelle che si allenavano. Ho giocato a calcio anch'io e non avere una classifica non è molto gratificante».
Fino a che categoria arrivate?
«Fino agli Allievi poi i ragazzi vengono smistati nelle varie società professionistiche o dilettantistiche oppure nei poli sportivi che si stanno creando in provincia».
Come mai vi siete focalizzati sui giovani?
«Perché con i giovani non si sbaglia mai, sono loro il nostro futuro. Cosa che purtroppo in Italia si fatica ancora a comprendere. Le società come la nostra, e non è l'unica, che si occupano di giovani sono lasciate sole nel gestire tutto. Senza un sistema alternativo di finanziamento, è la fine».
Perché non si punta sui giovani?
«Perché non si ha convenienza a farli crescere. Un giovane è un costo e non sempre ti porta un ricavo. Questo discorso lo hanno capito gli inglesi o i tedeschi che investono più sui settori giovanili che sulle prime squadre».
Gli enti come Figc o Coni vi aiutano finanziariamente?
«No da nessuno. Non hanno convenienza ad investire sui giovani si preferisce farlo sui professionisti tant'è che molte società si basano sul volontariato, sponsor o autofinanziamento».
E voi?
«Abbiamo parecchi volontari , per nostra fortuna, poi qualche sponsor e ci autofinanziamo».
In che senso?
«Da venticinque anni abbiamo creato una società che si occupa della manutenzione e della gestione dei campi sportivi, come quello di Carpi e di Modena, i cui introiti servono per il settore giovanile della Reggio Calcio».
Non avevate anche il Mapei?
«Abbiamo dovuto rinunciare al contratto per i costi troppo esosi. Purtroppo al giorno d'oggi bisogna guardare sempre ai numeri prima che ai giovani o allo sport». (m.b.)
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