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«Senza paura, per battere la Grissin Bon»

di Linda Pigozzi
«Senza paura, per battere la Grissin Bon»

Sandro Dell’Agnello, coach di Pesaro: «Il mio team giovane e inesperto dovrà giocare con entusiasmo e sfacciataggine»

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REGGIO EMILIA. Ai suoi, sabato sera, chiederà di giocare con «grandissimo entusiasmo e rara sfacciataggine» quella che ritiene una sfida dura. Il tecnico Sandro Dell’Agnello, grande ex biancorosso, torna in città con la sua giovane Pesaro per battagliare con una Grissin Bon ferita e desiderosa di far dimenticare al proprio pubblico il doloroso ko interno con Cremona.

«Abbiamo perso l’ala Nicholas Crow a tempo indeterminato, a Reggio le nostre rotazioni saranno per forza di cose ridotte» premette l’allenatore dei marchigiani.

Una situazione simile a quella che sta vivendo l’acciaccatissima Grissin Bon...

«Il paragone è improprio. La mia Pesaro ha meno giocatori è meno profonda e ha molta meno esperienza del team reggiano».

Ha visto la squadra di Menetti all’opera in Eurocup?

«Martedì ha incontrato un’avversaria molto forte come Strasburgo. Al di là di quella sconfitta, ritengo la Grissin Bon è un team entusiasmante. Giocatori come Rimas Kaukenas, Ksistof e Darjus Lavrinovic e Andrea Cinciarini sono l’essenza della pallacanestro. Ma Reggio Emilia può contare anche su altro: Polonara, Cervi o i giovani. Parliamo di una squadra molto forte e profonda».

Da più parti si sta guardando ai giovani Amedeo Della Valle e Federico Mussini...

«E’ giusto che la Pallacanestro Reggiana raccolga soddisfazioni. E’ giusto che le prestazioni dei giovani ripaghino gli sforzi di una società che non ha mai smesso di investire nel settore giovanile costruendosi da sé Mussini e Silins e andando a investire su Della Valle. A Reggio hanno ragione da vendere a puntare sui giovani visto che poi si tirano fuori giocatori di alto livello».

Che gara s’aspetta sabato?

«Sono consapevole che l’impatto sarà duro. La mia è una squadra composta da esordienti e il nostro problema è reggere l’impatto fin dalla palla a due, poi reagiamo e combattiamo, ma nelle prime battute facciamo fatica. Sarà quindi importante partire bene».

Quale potrà essere la chiave della sfida?

«Se guardiamo il lato tecnico e l’esperienza per noi purtroppo non c’è storia. Dobbiamo quindi essere entusiasti e sfacciati, perché con altre armi non ce la possiamo fare».

Chi teme maggiormente fra gli avversari?

«In generale temo il “saper giocare” della squadra reggiana. Affronteremo giocatori che hanno un altissimo livello di conoscenza della pallacanestro e che possono far pesare un’ enorme esperienza».

La prima (e finora unica) gara giocata al Bigi quest’anno è finita con una sconfitta reggiana. Un segnale che il fortino di via Guasco non è più così inviolabile come in passato?

«Può essere stato un episodio la sconfitta con Cremona. Noi abbiamo già affrontato la Grissin Bon in un torneo poche settimane fa. La gara fu combattuta ed equilibrata, ma sappiamo che il precampionato un’altra cosa...».

Dove crede possa arrivare la Grissin Bon?

«La squadra costruita in estate è bellissima. Reggio ha giocatori fortissimi come Diener, Kaukenas Cinciarini o i fratelli Lavrinovic, fra i quali non saprei veramente dire chi è il più forte».

Lei ha scritto pagine importanti della storia della Pallacanestro Reggiana. Non è la prima volta che torna da avversario in via Guasco, sarà ancora emozionato?

«Confesso che è sempre un’emozione grande tornare in una città e in un palazzo dove ho vissuto due anni veramente stupendi. E’ sempre bellissimo tornare a Reggio. Tante persone ancora si ricordano di me e io mi fermerò a salutarle tutte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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