Vivai in crisi? La Reggiana aumenta le squadre
Barilli: «Siamo tra le prime società di Lega Pro», Paolo Iori: «Trasformiamo dei ragazzi in uomini»
REGGIO EMILIA. C'è una Reggiana che sta riaccendendo i cuori dei tifosi, che veleggia in testa alla classifica di Lega Pro ma questa è solo la punta di un iceberg di una struttura ben più complessa che riguarda quasi 400 persone tra prima squadra e settore giovanile che stanno portando questa società ad essere un fiore all'occhiello del panorama calcistico italiano. «C'era un settore giovanile, a volte scalcinato persino nel vestiario, con sette squadre ed ora sono diventate dieci, con 267 atleti, tutti perfettamente trattati alla stessa maniera», così il presidente Barilli inizia il suo intervento. «Ci sono persone senza le quali questo progetto non sarebbe nemmeno partito, persone come Paolo Iori, Fausto Vezzani e Andrea Menozzi sono state il motore di questo settore, senza dimenticare il grande lavoro svolto prima da Matteo Iori, tutti gli allenatori e gli accompagnatori che spesso ci aiutano solo per passione e che in passato avanzavano soldi dalla società ma hanno deciso di continuare a darci una mano. Abbiamo ritrovato una meritata credibilità e tutte le squadre del territorio reggiano ma anche del parmense o del modenese guardano anche a noi quando hanno ragazzi di qualità da far emergere. Pensiamo di essere tra le prime 5-6 squadre di Lega Pro come vivaio ma invidiati anche da alcuni club di Serie B. I risultati di un settore giovanile non si misurano con le vittorie ma nel vedere già almeno dieci nostri ex-ragazzi vestire casacche blasonate di Serie A». Poi alcune parole indirizzate ai tanti genitori. «Il vostro ruolo è molto importante per rafforzare i nostri concetti. Sono tanti i modi in cui potete aiutare i vostri figli, magari parlando coi loro insegnanti qualora un impegno li debba allontanare una mattina da scuola perché per diventare calciatori sono tanti i sacrifici cui andranno incontro i vostri figli e non dimenticate che ci sono tuttora una ventina di ragazzi provenienti da fuori Reggio che sono qui senza amici e parenti che oltre al calcio si stanno impegnando, anche col nostro aiuto, nello studio. Ci sarebbe anche un altro aiuto che potreste dare: invitate un amico allo stadio per vedere la prima squadra o le partite della Berretti perché per noi un piccolo contributo è importante; non mi vergogno a dire che i soldi non sono mai abbastanza perché questa società costa circa 4milioni di euro l'anno e le risorse sono di 2,2milioni, tutto il resto arriva da sponsor e plusvalenze ma la situazione economica la conoscete tutti anzi, ho saputo che a Parma stanno per smantellare tutto mentre noi ci crediamo».
Al consigliere con delega al settore giovanile Paolo Iori spetta illustrare i valori del progetto: «E' un progetto nato prima di quattro anni fa quando sia io che il presidente ci chiedevamo se c'era la possibilità di fare qualcosa per il calcio reggiano. Ci siamo riusciti, ora ci solo oltre 30 persone annesse allo staff con un ringraziamento particolare a Gianni Iori per la sua assidua presenza nel settore giovanile. E' con loro che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi che sono quelli di creare calciatori che siano un vanto per noi dentro e fuori dal campo. Cercare di essere e non di apparire deve sempre essere lo spirito che vi anima».
«Ai ragazzi dico che da piccoli dovete pensare soprattutto a divertirvi – ha rimarcato il dg Raffaele Ferrara – man mano che crescete è giusto pensare anche a vincere oltre al divertimento per arrivare un giorno nella prima squadra dove vincere diventerà ovviamente l'obiettivo principale. Ai genitori chiedo di seguire i tanti consigli ricevuti e di non interferire col lavoro dei vari staff tecnici per il bene di tutto il nostro movimento».
Juri Panciroli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
