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«Con un paio di ricambi, è da serie B»

di Wainer Magnani
«Con un paio di ricambi, è da serie B»

«I granata sono stati nettamente superiori al Gubbio ma hanno preso un gol come era capitato a me lo scorso anno»

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REGGIO EMILIA. Al “Pietro Barbetti” di Gubbio c’era un tifoso speciale per la Reggiana: l’ex allenatore granata Pierfrancesco Battistini.

Battistini, si aspettava questa Reggiana?

«Ho visto una Reggiana propositiva penalizzata da un gol che mi ha ricordato quelli che subivamo noi lo scorso anno».

Una squadra superiore al Gubbio ma sconfitta.

«I granata hanno surclassato l’avversario ma il gol del 2 a 1 ha deciso la partita, tenendo anche conto dell’assenza iniziale di Siega e dopo poco quella di Ruopolo».

Uscito Ruopolo si è spenta la luce in attacco?

«Questo è il Ruopolo che conoscevo, ben diverso da quello che ho avuto lo scorso anno. Un giocatore che ha un passato in serie B, con personalità ed esperienza».

Qualcuno l’ha deluso?

«Mi aspettavo di più dal terzino Mignanelli, per ciò che ha fatto vedere in questo spezzone di campionato ma capita di incappare in una serata no».

Una partita decisa da episodi?

«Non c’è dubbio perché tra Reggiana e Gubbio non c’è confronto. Una sconfitta determinata anche dalle prodezze del portiere Iannarilli che ha fatto quattro o cinque interventi prodigiosi. Sotto il profilo della manovra la Reggiana è stata decisamente superiore».

Una squadra giovane ma diversa?

«E’ completamente diversa rispetto allo scorso anno, come uomini e mentalità. Ha una grande capacità di palleggio e giocatori importanti. Mi è piaciuto, ad esempio, Tremolada che da rifinitore ha trovato il suo ruolo».

Fuori Ruopolo dentro Brunori non è la stessa cosa.

«Brunori ha 20 anni e non è semplice giocare in una squadra importante come la Reggiana».

Dove può arrivare questa Reggiana?

«La squadra ha un buon assetto, una precisa identità di gioco, c’è un lavoro del tecnico a monte e, Gubbio a parte, ha una solidità difensiva ma forse manca nei ricambi».

Per ambire alla serie B cosa serve?

«Un paio di giocatori importanti in alternativa agli attuali titolari».

Una squadra che non è stata costruita per andare in serie B però ora si ritrova in testa.

«Ci sono annate in cui tutto va per il verso giusto e può succedere di tutto per cui nulla è precluso. Di sicuro è da parte sinistra della classifica ma forse Ascoli, Pisa e Spal hanno qualcosa in più a livello di rosa».

C’è un particolare che l’ha colpita?

«La Reggiana è una squadra giovane ma è entrata in campo con il piglio della capolista mentre il Gubbio è apparso subito remissivo e timoroso. Ha messo la partita sotto il profilo della grinta e dell’aggressività, le loro uniche armi, ed è stato premiato dagli episodi».

Bravo a chi?

«L’allenatore Colombo mi piace, gli faccio i complimenti. Sta lavorando bene. In panchina e anche nei commenti di fine gara ha il giusto atteggiamento. Complimenti».

E adesso?

«Ho visto e letto che dirigenti, allenatore e giocatori tengono sempre un profilo basso, manifestano umiltà e sono coscienti che nel corso del campionato potranno sorgere dei problemi. La società mi sembra abbia una sua stabilità e in Lega Pro è un miracolo, poi so che i tifosi sono tornati al fianco della squadra e con l’entusiasmo si può andare lontano».

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