«Una sberla arrivata al momento giusto»
Zullo: «A Gubbio una serata storta, ora dobbiamo ripartire»
REGGIO EMILIA. Vittorio Zullo è il team manager della Reggiana ma è soprattutto l’uomo ombra di Alberto Colombo. Un dirigente che ama stare dietro le quinte anche se il suo apporto risulta sempre prezioso.
Zullo, cosa è rimasto della sconfitta di Gubbio?
«Un misto tra rabbia, convinzione nei nostri mezzi e voglia di ripartire».
Un vero peccato?
«Una serata storta per errori nostri, vedi il gol del 2 a 1 e poi per le prodezze del portiere Iannarilli. I segnali li avevamo avuti in settimana con i malanni a Bruccini e Siega e poi l’infortunio di Ruopolo».
Ruopolo è recuperato?
«Il medico dice di sì però ha avvertito dolore nello stesso punto dove si era infortunato. Bisognerà aspettare un paio di giorni».
Nella mente dei tifosi resta l’eccellente primo tempo di Gubbio.
«Eravamo riusciti a raddrizzare la partita con Tremolada e a sfiorare il vantaggio ma è stato quel gol su un lancio di cinquanta metri che ci ha stroncato».
Un vero e proprio gollonzo con la complicità di tutta la difesa.
«Ci sono stati diversi fattori che hanno permesso al Gubbio di andare ancora in vantaggio e quel gol ci ha tagliato le gambe».
Però c’era un rigore e il primo gol di Mancosu era viziato da un fallo su Spanò.
«Queste sono state anche le nostre impressioni. Il mani era netto, come il fallo su Spanò».
Ma dalla panchina non avete protestato.
«Come dice il buon Boskov “rigore è quando arbitro fischia” per cui è inutile protestare. La speranza è che tutti questi episodi negativi si siano concentrati a Gubbio».
In effetti la Reggiana a Gubbio ha subito tre gol, tanti quanti in dieci partite.
«Dobbiamo ripartire, questo è il nostro imperativo».
Dove può arrivare questa Reggiana?
«Bella domanda ma non c’è una risposta. Posso dire che questo è un torneo equilibrato dove le motivazioni fanno la differenza. Ci sono squadre più attrezzate di noi, però con l’entusiasmo e la fame di successo del gruppo si può andare lontano».
L’allenatore Colombo ha molto criticato l’atteggiamento del gruppo, pensa vi sia stato un atteggiamento da squadra presuntuosa?
«Può essere. Nell’aria si avvertiva una certa euforia e c’era il rischio di essere distratti. Ora questa sberla ci riporterà con i piedi sulla terra».
Dunque una sconfitta salutare?
«La sconfitta di Gubbio ci può far bene, innanzi tutto perché affronteremo nel migliore dei modi l’Ascoli. E poi se uno scivolone, dopo nove risultati utili, doveva capitare, meglio ora che più avanti».
Il trainer Colombo non fa mai sconti.
«E’ puntiglioso in tutto. Lo conosco da quattro anni e so quanto è bravo».
Dove è iniziato il vostro rapporto?
«Lui era l’allenatore degli allievi regionali del Monza, io della Pro Patria. Poi l’anno dopo ci siamo ritrovati alla Berretti della Pro Patria e abbiamo iniziato a lavorare assieme».
Un allenatore amato come persona e stimato come allenatore.
«E’ un allenatore che ha le idee chiare».
A proposito: perché dopo l’infortunio di Ruopolo non avete pensato a Tremolada e Alessi alle spalle di Sinigaglia anziché inserire Brunori?
«E’ un pensiero che abbiamo fatto ma subito scartato per un problema burocratico: avremmo sforato l’età media dei 25 anni».
Uno scoglio insormontabile.
«Con Ruopolo, Sinigaglia, Tremolada e Parola siamo già al limite e il regolamento ci consente un altro over dopo il 16esimo minuto della ripresa».
Cosa si aspetta dal match con la nuova capolista Ascoli?
«Sarà una bella partita e noi dovremo essere concentrati al massimo».
Ci sarà tanta gente.
«Il mio sogno è di rivedere la curva Sud piena come ho visto nei tanti video del passato. Questo sarebbe il regalo più bello».
Dobbiamo tornare a ritroso negli anni per la vedere la Sud piena, nove anni fa è successo col Napoli.
«Da quando sono a Reggio mi riguardo le immagini e i filmati anche se devo sottolineare che i tifosi granata sono unici. Ho ancora la pelle d’oca se penso a come sostengono e incitano la squadra in modo incondizionato. Sono veramente unici, il nostro dodicesimo uomo in campo. Sono tifosi spettacolari».
Da Busto a Reggio è cambiato tanto?
«La Pro Patria ha blasone ma la Reggiana ha blasone e una tifoseria unica. Onestamente non c’è paragone ma noi lo sapevamo».
Contento della scelta?
«Sono a Reggio da due mesi e ogni volta che entro in campo e vedo quella curva Sud resto basito e mi brillano gli occhi. Lo dico con sincerità perché mai ho visto tanta passione in una tifoseria».
Poi la festa per i 40 anni degli ultrà...
«Quella serata non ce la dimenticheremo mai più, anche per aver visto Colombo in versione cantante».
La vedremo correre sotto la curva?
«Mai dire mai».
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