Anastasi, tre gol ma con l’incubo del fallimento
L’ex granata: «A Monza viviamo nell’incertezza. Sono contento per la Reggiana, non me l’aspettavo»
REGGIO EMILIA. Con la sua prima tripletta da professionista stende il Lumezzane e regala un po' di serenità a squadra e tifosi in un momento dove il Monza vive ore di incertezza, sull’orlo del fallimento. Valerio Anastasi, ex-centravanti granata, racconta così le sue emozioni.
La sua prima tripletta?
«E’ difficile non essere contenti dopo aver messo a segno tre gol anche se in questo momento sono altri i problemi».
Con la Reggiana si era fermato ad una doppietta.
«Ci sono tante analogie con quel Reggiana-Vicenza 2-0 perché anche allora entrai dalla panchina sullo 0-0 e furono decisive le mie reti».
Quali sono i problemi del Monza?
«Non ho nulla da aggiungere perché è tutto già uscito sui giornali e siamo preoccupati per le vicissitudini del nostro presidente, non sappiamo come sarà il futuro e questo non ci fa rimanere tranquilli».
C'è il rischio di non terminare il campionato?
«In concreto non saprei; sento che se ne parla ma non c'è niente di deciso e credo che le prossime due settimane siano cruciali per capire la sorte della squadra».
Sa che la Reggiana è alla ricerca di un bomber nel mercato di gennaio?
«E’ una decisione che spetta a Reggiana e Chievo, diciamo che a Reggio ho trascorso un anno positivo e mi sono trovato bene, poi adesso la squadra è ai vertici della classifica quindi immagino l'ambiente».
Se lo aspettava?
«Che potesse anche essere prima no, però è senza dubbio una squadra da primi posto. Finalmente si è visto il vero Ruopolo e sono arrivati tanti buoni giocatori, alcuni li conosco».
Si sente con qualcuno dei giocatori dell'anno scorso?
«Saltuariamente con qualcuno tipo Piccinelli, poi ho Rampi come compagno di squadra a Monza ma in genere ho perso rapporti con molti di loro».
Perché non è rimasto a Reggio?
«E' stata una situazione che non mi è stata spiegata bene: probabilmente al Chievo avevano altri progetti e sono state fatte scelte diverse che mi hanno portato al Monza».
È stato un anno positivo quello di Reggio?
«Penso di sì. E’ stato il primo anno in una piazza importante e questo mi ha fornito una buona dose d'esperienza da utilizzare nel futuro».
Ricorda qualcosa in particolare a parte il furto del Rolex?
«Quello cerco di non ricordarlo. E’ capitato, pazienza. Mentre le tante persone conosciute e le cose buone fatte in campo me le porto ancora con me».
Arrivederci a Reggio?
«Al momento mi pare difficile. Monza è una piazza importante dove si può far bene».
Juri Panciroli
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