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«La mia Reggiana è brava a resistere a ogni avversità»

di Maurizio Rossi
«La mia Reggiana è brava a resistere a ogni avversità»

L'allenatrice granata Federica D’Astolfo dopo la prima vittoria stagionale: «Abbiamo una filosofia di gioco che pagherà»

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REGGIO EMILIA. La matricola Reggiana Femminile ha finalmente rotto il ghiaccio, conquistando a spese del Trevignano (2-1) la prima vittoria nel campionato di serie B. L’allenatrice Federica D’Astolfo analizza il momento e gli obiettivi della squadra granata.


Dopo quattro sconfitte consecutive vi siete schiodate dall’ultimo posto...
«Devo proprio dire: finalmente. Tutti quei passi falsi cominciavano ad essere un po’ pesanti soprattutto per il morale della squadra e dell’ambiente. Comunque non ero preoccupata per la qualità del nostro gioco, il problema poteva essere psicologico perché quando giochi bene e non vengono i risultati è facile accusare il colpo».

La squadra come ha reagito a quel momentaccio?
«Il morale è rimasto comunque alto, le ragazze hanno continuato a lavorare con entusiasmo e molto impegno. La nostra fortuna è che lavoriamo in un ambiente tranquillo, dove i risultati non sono la prima cosa che si osserva. Qui sono altre le cose che vengono valutate. Questo ha fatto sì che la squadra si allenasse sempre in tranquillità e godesse della massima fiducia, mia e della società, però è naturale che tutti vogliamo vincere».

Nelle prime cinque giornata avete affrontato avversarie che giocano tutte coperte e con palle lunghe: la Reggiana invece no, continuerete su questa strada?
«Di sicuro, io non cambio di una virgola il mio pensiero perché credo che per le ragazze sia importante imparare a giocare a calcio. Questo si può fare solo facendo partecipare tutte alla costruzione dell’azione, ognuna si deve prendere le proprie responsabilità sia in fase difensiva che offensiva, Credo in un calcio collettivo, invece non mi piace il gioco di rimessa che si basa molto sugli errori avversari o sulla giocata individuale. Certo, potrà farti vincere la partita ma rimarrà un episodio fine a se stesso».

Lei non si nasconde dietro gli infortuni, eppure ce ne sono ed anche importanti.
«Di infortuni non parlo perché rischiano di diventare un alibi, sia per me che per le ragazze. Gli infortuni ci sono stati ed anche di una certa serietà, secondo me hanno inciso più sul morale delle ragazze che sui risultati. Sapere che una tua compagna, che è anche tua amica, dovrà operarsi e rimanere fuori per 6-7 mesi e che viene al campo con le stampelle, psicologicamente ha creato qualche problema più a livello umano che tecnico. Comunque nonostante gli infortuni la squadra si è comportata benissimo e secondo me a questo punto dovremmo avere almeno cinque punti in più a prescindere dalle continue assenze».

Alla luce di queste defezioni ritiene che la rosa sia sufficiente per il campionato?
«Si perché già questa settimana ho aggregato alla prima squadra due ragazze della Primavera, che tra l’altro sta facendo molto bene. Il team delle qualità e gradualmente inserirò le sue giocatrici in prima squadra, coi tempi giusti. Comincerò ad inserirle nel gruppo e poi pian piano anche in prima squadra in modo tale da offrire anche un futuro certo alla società»
 

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