«Ora vanno messi da parte gli interessi personali»
Calcio, Prima categoria: Povigliese meno bene del previsto, Pasini la sprona «Possiamo arrivare nelle prime cinque e ci rinforzeremo ma serve coesione»
POVIGLIO. Blasone e tradizione non scendono in campo e non bastano per fare risultato. Lo sta provando sulla propria pelle la Povigliese, costretta l'estate scorsa a rimettere insieme i cocci della discesa dalla Promozione. Ma in una Prima categoria fatta di giocatori esperti il nuovo progetto giallorosso sta incontrando qualche difficoltà, ma resta la voglia di lottare e di riemergere.
«Ci aspettavamo qualcosina in più – ammette l'allenatore Fabrizio Pasini – ma anche noi avevamo arrotondato per eccesso le nostre attese. Siamo partiti con pochi difensori in rosa, ed ora lo stiamo pagando. Puntavamo molto su Ferrari, che però si è infortunato. La difesa, ora, è stata praticamente data in mano a Ravera, che è un '95, quindi scontiamo qualcosa a livello di esperienza».
Ripartire dopo una retrocessione non è mai facile...
«Giochiamo sempre con undici fuoriquota, mentre le altre squadre al massimo ne schierano due. Siamo alle prese con un campionato estremamente equilibrato, se vinci due partite di fila in un attimo sei al quinto posto. Questo livellamento ci aiuta, ma non deve giustificarci».
Come si può migliorare?
«Chiaramente mi prendo le mie responsabilità, essendo l'allenatore. Con Ivano Guerra ne abbiamo già parlato, giochiamo queste poche gare che mancano prima del mercato di dicembre e poi proveremo, se possibile, a rinforzare la squadra».
Credete nel progetto e volete portarlo avanti, insomma.
«Io di sicuro non mollo, non lo facevo quando giocavo, figuriamoci adesso. Io credo ancora di poter arrivare nelle prime cinque, però il tempo stringe. Dobbiamo crescere, ed in fretta. Ma tutti insieme come squadra, non pensando da singoli giocatori. Qualche elemento è stato sopravvalutato, con i giovani era da evitare».
E' ottimista?
«Le mie scelte vengono sempre rispettate, da parte di tutti c'è il massimo impegno e dedizione. Ora serve l'ultimo sforzo, ragionare di più da collettivo. Bisogna mettere da parte gli interessi personali, prima viene la squadra e poi il fatto che possa giocare uno a discapito di un altro».
Chi incontra la Povigliese gioca ancora la partita della vita?
«Con l'ultima retrocessione abbiamo perso credibilità, non come in occasione di quella precedente in cui restò comunque uno squadrone. I risultati attuali non aiutano, sopratutto le poche vittorie la dicono lunga sul nostro andamento. Dobbiamo superare le nostre difficoltà, per impedire che ci affronta possa prendere coraggio».
Che aria tira a livello di ambiente?
«Siamo in pochi a lavorare, ma vogliamo sempre il bene di questa società. Io, Guerra ed il presidente Pelosi abbiamo capito che c'è da arginare la caduta. In alcune piazze abituate a ben altre categorie, come la nostra, la discesa rischia di diventare anche libera e complicata da arginare».
Domenica renderete visita alla Virtus Camposanto. Che gara sarà?
«Loro sono quinti, ma con solo una manciata di punti in più rispetto a noi. Se usciremo da questa situazione i primi a trarne giovamento saranno i giocatori, perché è quando le cose non sono facili che si cresce veramente. Dovremo diventare più concreti" afferma il tecnico della Povigliese Pasini "anche a discapito della manovra e del gioco».
Luca Cavazzoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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