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Angiulli: «L’Ascoli occasione ideale per cancellare Gubbio»

Juri Panciroli
Angiulli: «L’Ascoli occasione ideale per cancellare Gubbio»

Il centrocampista: «E’ la partita più importante della stagione»

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REGGIO EMILIA. Federico Angiulli, per gli amici "Fez", è il perno di sinistra del centrocampo granata, una lieta sorpresa del mercato estivo con trascorsi in Serie B ad Avellino. Corsa, lotta e tiro da fuori sono le caratteristiche principali di questo 22enne, mancino purosangue, nato a Segrate.

Perché la chiamano Fez i suoi fan dei social network?

«Risale ai 15 anni d'età quando in un torneo estivo con amici davo soprannomi a tutti ed ero l'unico a non averlo quindi hanno abbreviato ulteriormente Fede che è diventato Fez; adesso anche i miei genitori mi chiamano Fez. Non mi dispiacerebbe essere chiamato così anche a Reggio da compagni e tifosi».

A Gubbio cosa è successo sul primo gol?

«Avevo recuperato palla sulla destra poi ho sbagliato il passaggio riconsegnandola a loro ma sono tornato subito in posizione e pronto per recuperare… invece sono stato sgambettato di netto, non so proprio come l'arbitro abbia fatto a non vedere e così ci hanno fatto gol».

La fascia sinistra sembra quella più in palla da inizio stagione.

«In fase di possesso palla ci siamo sempre trovati bene ed il tecnico ha voluto dare continuità a questa "catena" Mignanelli-Angiulli-Siega».

Con Siega trequartista le è cambiato qualcosa?

«Colombo ha voluto dare più peso offensivo alla squadra con l'inserimento della seconda punta e adesso deve sacrificare uno tra Siega e Tremolada o, eventualmente, metterli in campo insieme se Ruopolo non dovesse farcela. Le soluzioni sono tante perché anche Brunori e Alessi possono contendersi il posto dietro agli attaccanti quindi resta solo da vedere se questo può diventare il nostro nuovo assetto definitivo per il resto della stagione. Quando c'è in campo Siega gli viene spontaneo allargarsi a sinistra quindi per me è un appoggio importante».

Fa parte dei titolari inamovibili ma viene spesso sostituito?

«Nelle prime gare di Coppa Italia e campionato dovevo recuperare la forma migliore facendo della corsa il mio punto di forza senza dimenticare che ad Avellino giocavo con poca continuità e che ho iniziato la preparazione in ritardo. Questa carenza di minuti nelle gambe si faceva sentire attorno al 15' del secondo tempo poi, però, ho giocato diverse gare fino alla fine e nelle ultime sono stato sostituito per dare più offensività alla squadra».

Ora c'è l'Ascoli?

«Il miglior modo per dimenticare una partita andata male è preparare la prossima senza drammatizzare la sconfitta, così come non ci siamo mai fermati a cullare un bel risultato; gara da dimenticare sì ma da utilizzare come lezione per il futuro. L'occasione è la partita più importante dell'anno, contro una squadra costruita per vincere il campionato ma davanti al nostro pubblico che come sempre sarà il fattore in più per noi».

 

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