Il Rugby Reggio aderisce al progetto Movember
Poli: "Basta andare sul sito www.movember.com e fare una piccola donazione"
REGGIO EMILIA. Anche quest'anno i Diavoli rinnovano il loro impegno per una causa nobile ed importantissima, la lotta contro il tumore alla prostata. Dal primo di novembre infatti molti giocatori del Reggio Rugby si stanno facendo crescere i baffi per pubblicizzare il Movember.
Il Movember è nato anni fa in Australia per sensibilizzare la raccolta fondi durante il mese di novembre per finanziare la ricerca contro il tumore alla prostata.
Come funziona?
<<È molto semplice - spiega Marco Poli, ala rossonera che aderisce al Movember - Basta andare sul sito www.movember.com e fare una piccola donazione (il minimo parte da 2€). Dopo di che si passa alla propaganda ovvero il primo novembre ci si rade completamente e da quel giorno fino alla fine del mese si tengono solamente i baffi>>.
È il primo anno che aderisce?
<<No, ho aderito anche l'anno scorso - risponde Marco Poli - credo che sia una cosa importante è poi lo trovo divertente. Ultimamente si è diffuso e sta quasi diventando una moda, ma io credo che al di là di questo ci sia un significato più profondo che deve andare sostenuto, ovvero la ricerca in favore della cura del tumore alla prostata>>.
Cosa pensa del fatto che il Movember ha preso così piede nel mondo del rugby?
<<Lo sport del rugby sicuramente è stato il canale di maggiore propaganda - spiega l'ala reggiana - e noi stiamo cercando di dare il nostro contributo a Reggio. Sarebbe bello che partecipassero tutti i miei compagni di squadra ma pian piano stiamo crescendo di numero. Oltre a me partecipano il nostro allenatore Tommaso Bricoli, Sevian Daupi, Filippo Scalvi, il nostro capitano Davide Rimpelli, Matteo Russotto, Florian Cazenave, Viliami Vaki e altri. In Italia sta crescendo il fenomeno e lo dimostra anche il fatto che settimana scorsa il Piacenza durante l'allenamento vestiva una maglia con idei baffi disegnati sopra che pubblicizzava il Movember>>.
Forse però la vera motivazione è che il rugby da sempre fa del sostegno e dell'aiuto al compagno il suo valore più importante e davanti a questa chiamata importante non poteva tirarsi indietro.
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