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Milan, via gli incubi Stasera con la Samp servono i tre punti

Milan, via gli incubi Stasera con la Samp servono i tre punti

Inzaghi carica i suoi: «Abbiamo capito gli errori col Palermo Basta egoismi, adesso dobbiamo giocare come sappiamo»

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VARESE. L’importante sarà riscattarsi subito. Dopo la cocente sconfitta interna contro il Palermo, il Milan cercherà di rialzarsi, anche se l’avversario e il campo non saranno così abbordabili. Per il sogno terzo posto c’è da superare a Marassi la Sampdoria, che di zone alte in classifica pare se ne intenda. I blucerchiati sono una realtà di questo inizio di stagione e il tecnico Mihajlovic non ha nessuna intenzione di abdicare a queste alte posizioni. Per Filippo Inzaghi, sarà durissima, anche se rimane convinto che il Milan tornerà più forte dopo la scoppola contro i rosanero: «La pazienza è necessaria, perchè è una squadra nuova e deve acquisire nuove certezze. Sarebbe bellissimo e allo stesso tempo preoccupante essere al top adesso. Ho rivisto due volte la partita con il Palermo, nei primi minuti poteva prendere delle pieghe diverse. Ma dopo aver subito i due gol è mancata la reazione. C’è stata voglia ma anche disordine. Rivedremo subito il Milan visto fino a pochi giorni fa. Non bisogna guardare la classifica ma le prestazioni, almeno fino a fine dicembre. Questa squadra farà tesoro da quello che ha fatto male domenica. Questa è una gara complicata, ma da Milan. Sono convinto che faremo una grande partita». L’avversario è temibile e ben preparato, ma la forza della Sampdoria sta soprattutto nel suo allenatore, nel suo carattere e carisma: «Un grande spirito e gioco sempre propositivo. Il terzo posto non è frutto del caso. Faccio i complimenti a Mihajlovic». I rossoneri dovranno evitare gli errori commessi contro il Palermo. Non che sia semplice, ma i numeri a volte dicono verità che possono fare male. Come quelli che riguardano la difesa, vero tallone d’Achille del Milan, se paragonata a quella della Juventus: «Non mi meraviglia - dice Inzaghi - la Juve vince da tre anni lo scudetto. Noi dobbiamo crescere, lo sapevo anche dopo aver vinto le prime due. Ci possono stare le giornate storte e difficili. Quattordici gol subiti sono tanti, sappiamo di dover migliorare». Uno dei problemi emersi è stato l’egoismo di alcuni giocatori. Ma la nostra forza fino a pochi giorni fa è stato il gioco». El Shaarawy è voglioso di tornare protagonista. Il ct Conte non ha esitato a stimolare il giovane: «Decida lui se diventare campione». Inzaghi non può che essere d’accordo. «È un discorso motivazionale che fa bene. Con l’impegno Stephan tornerà presto a fare quel che ha sempre fatto».

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