In settemila spingono la Reggiana
L’imperativo è operare il sorpasso e tornare in vetta, un’impresa possibile con l’appoggio di tutto il popolo granata
REGGIO EMILIA. Ci sono partite che non hanno bisogno di molte parole. Sono appuntamenti destinati a passare alla storia o per lo meno a rimanere impressi nella memoria dei tifosi granata e a essere raccontate negli anni. Avvenimenti che ogni reggiano vorrebbe vivere ma lo stesso vale per i giocatori della Reggiana.
L’ansia e il desiderio di incamminarsi verso lo stadio, quel nodo in gola che ti prende quando sali le scale prima di prendere posto in curva è lo stesso che oggi Bruccini e compagni avvertiranno quando metteranno la testa fuori dal tunnel che li porta in campo e alzando gli occhi si troveranno al cospetto di uno stadio ribollente di passione e tutto colorato di granata. E’ in quel momento che l’adrenalina sale a mille e non capisci più niente ma vuoi solo lottare per la vittoria. Signori e signori, eccovi Reggiana-Ascoli. Uno scontro al vertice, con il primo posto in palio. Quanto tempo è passato. Solo per questo è un istante che merita di essere vissuto. Ma c’è di più. Per la prima volta, dopo tanti anni di bocconi amari e di povertà calcistica, c’è un’atmosfera elettrizzante in città. La Reggiana non solo è tornata nei pensieri dei reggiani ma è rifiorito l’orgoglio di tifare per la squadra granata. Un’identità che forse non si è mai smarrita ma certamente era stata coperta dalla cenere dell’indifferenza o del qualunquismo.
Operazione sorpasso. E’ la giusta definizione calcistica. La Reggiana tenta di riprendersi la vetta, almeno per un’altra domenica, non tanto perché c’è la convinzione che la squadra di Colombo sia la più forte del girone e destinata alla serie B ma perché oggi deve essere un giorno di gloria per la Reggiana. Una domenica da leoni. E ci vorranno proprio queste motivazioni da parte di Bruccini e compagni per riuscire a battere la capolista Ascoli.
Non conterà il modulo, gli undici che scenderanno in campo, le scelte del tecnico e nemmeno gli episodi arbitrali avranno così rilevanza perché oggi in gioco c’è qualcosa di più.
Una Reggiana che sarà sospinta da seimila, settemila c’è chi ipotizza diecimila cuori granata. Solo oggi alle ore 16 ne avremo una giusta cognizione, di sicuro sarà uno stadio ribollente di passione come da tempo non accadeva. Questo particolare, forse, vale più dei tre punti anche se la Reggiana si è meritata il premio di vivere una domenica da capolista. Poi potremo volare bassi, tornare a essere umili e dire le solite cose “siamo una squadra giovane, non siamo stati costruiti per andare in serie B, il campionato è lungo”. Tutto vero ma oggi c’è Reggiana-Ascoli, lasciateci vivere una domenica a mille all’ora.
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