Ascoli segna, Reggiana impreca
La capolista s’impone, i granata sprecano e sono puniti dagli episodi, torti arbitrali compresi
REGGIO EMILIA. La capolista Ascoli passa al Città del Tricolore con un 2 a 0 che teoricamente non dovrebbe lasciare spazio alle recriminazioni ma in realtà non è così. La Reggiana, però, deve recitare il mea culpa. Il difficile, in effetti, è capire dove iniziano i meriti dell’Ascoli e dove cominciano i demeriti della Reggiana. Sta di fatto che i marchigiani hanno vinto il match con due tiri in porta, mentre la Reggiana ha avuto almeno il doppio delle occasioni (palo di Tremolada a parte) ma è rimasta a bocca asciutta.
Il primo tempo è stato tutto di marca Ascoli che ha pressato i portatori di palla granata e preso possesso del centrocampo ma nella ripresa è uscita la Reggiana che ha messo nella sua metà campo i bianconeri.
Se poi vogliamo entrare nelle pieghe dei gol c’è da rimarcare che il primo gol di Pirrone (30’pt) è nato da un errato disimpegno di Bruccini mentre il raddoppio di Addae (28’st) giunto nel momento di maggior pressione della Reggiana, nasce da un evidente fuorigioco e da un fallo su Spanò. Siamo alle solite e i torti arbitrali (vedi anche Gubbio) iniziano a pesare. Il raddoppio di Addae ha di fatto chiuso la partita.
Sconfitta immeritata? Non è corretto ridurre tutto agli episodi perché l’Ascoli ha dimostrato di essere una squadra costruita per vincere il campionato e ha meritato di essere la capolista. La Reggiana forse è volata troppo alta, sopra le sue possibilità, sospinta da un pubblico che dire straordinario è poco. Questo è il vero rammarico, non aver potuto ripagare con un risultato positivo i seimila cuori granata.
L’Ascoli ha ripetuto il copione già utilizzato dall’Aquila togliendo respiro ai portatori di palla. Un pressing che ha mandato in tilt il progetto tattico di Colombo che pensava di evitare questo pressing con i palleggiatori. Una scelta poco efficace, tanto che solo nella ripresa, con l’ingresso di Ruopolo, la Reggiana ha saputo premere sull’acceleratore. Difficile stabilire se è stata questa mossa a cambiare il corso della partita, di sicuro la Reggiana timorosa e impacciata vista nel primo tempo ha lasciato spazio a una squadra che ha saputo mettere alle strette l’Ascoli.
Altro capitolo è la concretezza negli ultimi sedici metri. Tutte le bocche da fuoco granata, centrocampisti compresi, hanno avuto l’occasione per andare in gol ma sono emerse le difficoltà o forse le carenze di un reparto che non fa del cinismo e della concretezza le sue virtù. Certo, c’è stato anche un briciolo di sfortuna in occasione del palo di Tremolada (35’pt) ma sono state troppe le occasioni sprecate, soprattutto nella ripresa. Anche sul doppio svantaggio la Reggiana non si è arresa e questo particolare è stato apprezzato dai tifosi ma pure in questa circostanza Sinigaglia e compagni non hanno avuto la precisione di riaprire la partita. Tirando le somme è una sconfitta che brucia ma per poter sognare serve qualcosa di più.
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