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Da Londra e Berlino per la Regia Cerri e Cocconcelli nei 6mila tifosi

di Wainer Magnani
Da Londra e Berlino per la Regia Cerri e Cocconcelli nei 6mila tifosi

Su Facebook curano due siti dedicati ai granata e con Miari sono motori dei social del tifo reggiano Stefano Compagni: «Una tifoseria unica a livello nazionale, dobbiamo ripartire dal loro entusiasmo»

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REGGIO EMILIA. Da Londra e Berlino per tifare per la Reggiana ma non solo. Enrico Cerri e Luca Cocconcelli curano anche dei noti siti su facebook dedicati alla Reggiana. Enrico Cerri vive da anni a Berlino e ha fondato il sito Ac Reggiana 1919, Luca Cocconcelli risiede a Londra e assieme ad altri amici cura il sito del Gruppo Vandelli.

Per completare il quadro dei siti dedicati alla squadra granata occorre chiamare in causa Gabriele Miari con Regia Face 1919.

Tifosi speciali che seguono quotidianamente le vicende granata e appena possono tornano a Reggio per seguire la squadra del cuore.

E’ uno dei tanti piccoli segreti del pianeta tifo che è tornato di prepotenza al centro delle attenzioni. «Dobbiamo ripartire da loro – tuona il socio Stefano Compagni – dal loro contagioso entusiasmo. Fin dall’inizio sono stati il volano per riaccendere la passione dei reggiani. Ciò che hanno fatto contro l’Ascoli è l’ennesima dimostrazione che sono una tifoseria unica. Sono l’orgoglio di Reggio. Una sottolineatura che ha superato i confini nazionali».

Il Gruppo Vandelli ha avuto il grande merito di animare il settore dei Distinti con una ricetta molto semplice: la partecipazione. Un totale coinvolgimento dei ragazzini che grazie alla promozione della società hanno scoperto il pianeta Reggiana ma soprattutto si sono fatti contagiare. «Abbiamo esaurito le 150 nuove sciarpe – sottolineano al Vandelli – ancora prima dell’inizio della partita. Tanti ragazzini che cantano con noi il ritornello “totalmente dipendente” che è diventato un vero tormentone».

Una coreografia con seimila palloncini, striscioni e bandiere che ha emozionato Compagni. «Una coreografia strepitosa. Io sono tifoso della Juve e vado a Torino ma la nostra curva non ha eguali. Solo Cesena e Bologna possono essere sul nostro livello. Anche la squadra avverte questa vicinanza, anche perché tutto lo stadio, dall’inizio alla fine, sostiene e incita la squadra a prescindere dal risultato».

Ci sono episodi che danno il senso di questo cambio di rotta. «Basta andare davanti alle scuole e vedere i ragazzini che escono con la sciarpa granata al collo. E se qualcuno aveva quella del Sassuolo l’ha sostituita con quella granata. Zaza e Berardi saranno bravi ma col Vandelli hanno scoperto il gusto di andare allo stadio».

Ora l’interrogativo è se la sconfitta con l’Ascoli getterà fuoco sui carboni della passione granata. «E’ una brutta scoppola – rimarca Stefano Compagni – ma è il momento di non mollare e sono certo che il popolo granata sarà al fianco della Reggiana perché si è creata una perfetta sinergia tra squadra e tifosi. Avverto che l’ambiente è ancora carico. Manca solo la tessera del tifoso per poter fare come l’Ascoli e portare un migliaio di tifosi in trasferta. Ma è una scelta personale. Di sicuro i reggiani stanno apprezzando questa squadra, lo spirito con cui scendono in campo e come affrontano le partite, sputando sangue e sudore. Erano anni che non vedevo giocare con questa intensità. Questo i tifosi l’hanno capito e non saranno due sconfitte e toglierci entusiasmo».

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