«La Reggiana non è inferiore a questo Ascoli»
Il dg Ferrara: «Possiamo ancora migliorare e a gennaio rafforzeremo l’organico»
REGGIO EMILIA. Il dg granata Raffaele Ferrara non ritiene l’attuale classifica dei granata veritiera. «La Reggiana ha ancora margini di crescita a livello di campo – rimarca – con la possibilità nel mercato di gennaio di fare qualcosa per allargare l’organico».
La sconfitta le ha lasciato l’amaro in bocca?
«L’amarezza è per il risultato ma la Reggiana ha fatto una buona prestazione. La partita è stata condizionata da episodi. Non solo arbitrali».
Il giorno dopo è della stessa idea?
«Il nostro portiere Feola non ha fatto nemmeno una parata. I numeri dicono che la Reggiana ha calciato 11 volte contro i tre dell’Ascoli».
E’ una questione di qualità?
«Sembrava una partita segnata, vedi il palo di Tremolada e poi il nostro errore sul primo gol e l’evidente abbaglio della terna arbitrale sul raddoppio».
Però nel calcio vince chi segna?
«Vero ma sul piano del gioco la Reggiana mi è piaciuta. Con Ruopolo al fianco di Sinigaglia e Siega dietro siamo stati più incisivi ma non ci è andato bene niente».
La classifica dice Reggiana da quarto posto.
«Come organico possiamo essere inferiori a quelle che ci precedono. La coperta corta, nel senso che abbiamo una rosa ristretta però questo ci consente di avere la possibilità a gennaio di incidere di più».
Si affida al mercato di gennaio per il salto di qualità?
«Adesso possiamo essere in sofferenza ma avere un organico snello ci può consentire di fare innesti significativi».
E’ questo il mandato che ha dalla società?
«E’ una strategia che abbiamo indicato fin dall’inizio».
Non le chiedo di Giannone o di altri.
«Non dirò mai nulla ma ho le idee chiare, questo sì».
L’Ascoli, ci pare di capire, non la convince.
«Non mi piace come gioca. E’ una squadra quadrata, ben messa in campo, rischia poco e aspetta gli errori degli avversari ma non rientra nella mia idea di calcio».
Una Reggiana che ha sofferto a centrocampo.
«E’ vero, siamo più leggeri ma è una nostra caratteristica. Siamo dei palleggiatori».
Ma non è una Reggiana da primato?
«Questo lo abbiamo detto fin dall’inizio, però se a gennaio la Reggiana è nelle prime posizioni possiamo, con qualche intervento, sorprendere tutti».
E’ possibilista?
«Non ho visto grandi differenze tra noi e l’Ascoli. Non ci ha messo in difficoltà. Sono convinto che se Tremolada avesse pareggiato, nella ripresa ne avremmo visto delle belle».
Con Parola dall’inizio sarebbe cambiato qualcosa?
«Questa è una domanda che deve rivolgere al mister. Io dico che il calcio è un gioco collettivo. Noi come l’Ascoli non abbiamo il giocatore che da solo vince le partite».
E’ dispiaciuto?
«Per la gente di Reggio. Un pubblico straordinario. L’ho sempre detto: il nostro dodicesimo uomo in campo».
La Reggiana è mancata all’appuntamento?
«Se io fossi un tifoso sarei soddisfatto della prestazione della squadra. E’ vero che il tifoso vuole sempre vincere, anch’io la penso così però devo ammettere che la prestazione c’è stata».
La squadra potrà accusare un contraccolpo psicologico?
«Non credo perché questo è un gruppo molto unito, fatto di persone intelligenti».
Sabato a Teramo sarà un test da far tremare i polsi.
«Questo è un girone dove non ci sono risultati scontati. Tutte le partite hanno un coefficente di difficoltà vedi il Pisa che pareggia con la Lucchese o il Prato che perde a Pistoia».
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