Manfredini, 150 gol e una fan speciale
«Il mio idolo è Sasà Greco, devo tanto a Bizzi e Vitale, la dedica a mia figlia Nicol»
MONTECCHIO. Mattia Manfredini, 30 anni, ha festeggiato col Cadelbosco i 150 gol in carriera. «Ci tenevo tanto a questo record che nel mio piccolo sono tanti».
In quali categorie?
«In Promozione a Montecchio ne ho realizzati una cinquantina, a Castelnovo Sotto, in Prima, ho vinto la classifica dei cannonieri con 22 reti».
Il gol più bello?
«Al Brescello: una rovesciata di sinistro che ha dato la vittoria per 2 a 1 alla Castelnovese allenata da Montanini».
Il gol più importante?
«Diciamo il più significativo: un gol al mio ritorno dopo un lungo infortunio con la maglia del Montecchio. Il gol del pareggio».
La partita più gol?
«Ho segnato quattro gol in due occasioni con la Castelnovese contro il Viadana e contro la Sammartinese».
Il gol che avresti voluto fare?
«In Promozione e Prima categoria ho segnato a tutte le squadre avversari ma quando ero alla Folgore avrei voluto segnare un gol alla Bagnolese, la mia squadra da ragazzino».
Il bomber dei dilettanti che prendi a modello?
«Ho sempre guardato con ammirazione, Sasà Greco. Andavo sempre a leggere sulla Gazzetta di Reggio se aveva fatto gol. E’ stato il mio punto di riferimento».
A chi devi dire grazie?
«Iaquinta e Lusetti mi hanno fatto fare tanti gol».
L’allenatore cui devi di più?
«Come insegnamento di calcio e di vita Massimo Bizzi. Il tecnico cui sono più legato è Cesare Vitale».
E adesso?
«Gioco a Cadelbosco, in una squadra di ragazzini, siamo ultimi con un punto ma non ci sentiamo spacciati, anzi. Noi siamo certi di andare ai play out per salvarci. Siamo una squadra che non mollerà».
La dedica?
«A due persone: a mia figlia Nicol che tutte le volte che vado a giocare mi dice “papà fammi gol”. Poi mio padre Fausto che mi ha portato al campo da picoclo e mi segue con assiduità e amore». (w.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
