«Siligardi è l’artefice del nostro successo»
Eccellenza, il presidente della Bagnolese Isacco Manfredini esalta il tecnico «E’ grazie a lui se siamo davanti a tutti in un campionato di livello così alto»
BAGNOLO. La Bagnolese guida la classifica dell’Eccellenza, con la seconda difesa meno perforata dopo il Rolo e il miglior attacco in assoluto. Numeri che fanno gongolare i rossoblù, ancora imbattuti in campionato ed ora due lunghezze sopra i cugini della bassa.
«Grandi meriti vanno dati a Simone Siligardi - esclama il patron Isacco Manfredini - che è l'allenatore più giovane del campionato. Due anni fa andai a seguire alcune partite del Daino Santa Croce, il motivo per cui scelsi proprio lui è noto a tutti. Disse di voler allenare, nell’ordine, a Gavassa, a Bagnolo e poi la Juventus. La sua determinazione e la sua voglia di arrivare in alto mi colpirono».
Inoltre è appena tornato da Coverciano con un bel diploma.
«Erano in quarantasette, sono stati promossi in venti e lui è arrivato settimo. Ha preso l’attestato di tattico, è l'unico in Reggio e provincia a poterlo vantare. Di questo gli va dato atto, soprattutto per l'impegno che ci mette».
Vincere a Colorno è stata un'ulteriore prova di forza.
«Non era facile andare là, avevamo assenze pesanti e tanti giovani in campo. Chi in serie D buttava via la palla ora la gioca, questo significa che il gruppo portante è migliorato e in Eccellenza può fare la differenza».
In questo si vede la mano di mister Siligardi?
«E' dall'inizio del campionato che lo sostengo. Siligardi ha imparato da Ivan Caroni come si lavora durante la settimana, mentre da Ivano Vacondio, che è stato l'allenatore più grande avuto finora dalla Bagnolese, come si prepara la domenica».
Tutto bene quindi?
«Finora abbiamo sempre sopperito alle assenze, oltre a trovare quel briciolino di fortuna che può aiutare. Gli episodi chiave hanno girato spesso a nostro favore, ma siamo sempre andati a cercarceli. A Colorno Pagani ha parato un rigore, fossimo andati sotto la gara poteva cambiare».
Il primato è meritato?
«Domenica ero a Lentigione, ho assistito a una bellissima partita. Nella Fidentina, invece, due attaccanti come Ferretti e Lucev farebbero ovunque la differenza. Tornando a casa, in macchina, mi sono chiesto come facciamo ad essere davanti a tutti in un campionato di un livello tecnico e qualitativo così elevato».
E si è dato una risposta?
«Perché l’allenatore ci sta mettendo del suo, nonostante siamo la seconda squadra più giovane del campionato. Decisivo è anche il lavoro dell’osservatore Marco Rubertelli che fornisce a Siligardi le relazioni sugli avversari».
Ma la Bagnolese punta alla serie D?
«Non vogliamo vincere a tutti i costi il campionato, e non sappiamo neanche se saremmo in grado di riuscirci. Ogni domenica però ci piace andare in campo per vincere, poi vedremo dove saremo arrivati. All'ultima di andata giocheremo a Rolo, forse qualcosa in più si potrà capire».
Si aspettava di essere così in alto?
«Siamo in anticipo di una stagione. Ero convinto di ritornarci, ma dalla prossima annata. Stiamo bene, grazie ad un gruppo sceso dalla serie D e rinforzato dove necessario».
Domenica arriva al Fratelli Campari un'altra big, la SanMichelese.
«Sarà una bella partita tutta da giocare, anche se noi in estate avevamo chiesto solamente di migliorarci».
Luca Cavazzoni
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