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«Dobbiamo ritrovare la nostra identità»

di Wainer Magnani
«Dobbiamo ritrovare la nostra identità»

Raffaele Ferrara: «La gestione della palla è sempre stata il nostro punto di forza, mi aspetto una reazione della squadra»

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REGGIO EMILIA. Si può dire tutto del direttore generale Raffaele Ferrara ma la sua onestà intellettuale è cristallina.

Ferrara, qual è il suo giudizio sulla Reggiana vista a Teramo?

«Rispetto ad altre partite è stata una prestazione abbastanza bruttina, anzi diciamo brutta. La peggiore di questo avvio di stagione».

Tre sconfitte di fila pesano.

«Non c’è dubbio, però se prendiamo in considerazione le prestazioni, quella di Teramo è indiscutibilmente meritata. Discorso diverso, invece, per la sfida con l’Ascoli dove abbiamo perso facendo la partita».

Cosa è successo?

«Siamo partiti bene, la partita era in equilibrio poi lo svantaggio ci ha fatto perdere ritmo e capacità di alzare il baricentro».

Un incidente di percorso o c’è qualcosa di più?

«Dovremo analizzare a mente fredda la prova della squadra per capire come mai non abbiamo giocato».

E’ preoccupato?

«La classifica è ancora corta, siamo ancora tutte lì ma la Reggiana deve ritrovare la sua identità».

La medicina?

«La nostra forza è sempre stata il centrocampo, la capacità di fare palleggio e di avere il possesso della palla. Un centrocampo dinamico che invece a Teramo abbiamo smarrito. In questa logica dobbiamo tornare all’antico».

Il rischio è che si dica: basta pensare al bel gioco puntiamo sul risultato.

«Non sono d’accordo. Del resto l’unica partita in cui abbiamo pensato solo a far risultato l’abbiamo persa lo stesso. No, dobbiamo riprendere il filo del gioco».

Tornare alla Reggiana che fa del palleggio la sua virtù?

«Assolutamente. E’ una squadra costruita con questa filosofia e se la snaturi è peggio».

Vale anche per il mercato?

«Certo. Noi dobbiamo pensare da qui a Natale a giocare partita dopo partita, poi a fine dicembre fare una attenta valutazione consci che anche gli innesti non dovranno modificare l’identità della squadra. Non dobbiamo snaturare il gruppo altrimenti faremmo un pastrocchio».

C’è stato anche un pizzico di presunzione?

«Teramo a parte, la Reggiana ha sempre avuto un buon approccio alla partita e anche a livello di ritmo siamo sempre stati in partita».

È ottimista?

«Credo ci siano i margini per poter lavorare».

E’ crollato anche il mito della difesa insuperabile.

«A parte il gol, non abbiamo concesso molto. Io sono dell’idea che il nostro punto di forza è il centrocampo che a Teramo è venuto meno».

L’attacco continua a essere latitante.

«Sono sempre convinto che dipenda dalla nostra capacità di fare la partita e di tenere alto il ritmo. A Teramo negli ultimi quindici minuti abbiamo avuto con Tremolada due ghiotte occasioni per pareggiare».

È anche vero che in questo momento non va bene niente, vedi il gol annullato a Bruccini.

«D’accordo ma se noi esaminiamo solo il risultato e non la prestazione non avremo mai il quadro complessivo. La nostra partita è da sconfitta, poi è vero che è stata determinata da un episodio a nostro sfavore ma nel complesso è stata una brutta Reggiana».

Il mercato potrà aiutare?

«Siamo dell’idea di intervenire ma scegliendo dei giocatori che sono adatti al nostro progetto».

Sabato il pubblico avrà un ruolo ancora più determinante nell’aiutare la squadra.

«Sono convinto e certo che il pubblico di Reggio ci darà una mano anche se in questo momento spetta a noi, società e squadra, rialzare la testa».

La prima risposta deve arrivare dalla squadra?

«Mi aspetto dai giocatori una reazione dopo la brutta prestazione di Teramo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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