Polonara: «Ad Avellino bravi ad alzare il ritmo nel finale»
REGGIO EMILIA. Monumentale. Questo è stato per la Grissin Bon Achille Polonara, il totem cui aggrapparsi per sbancare Avellino e restare al comando della classifica. «La chiave della vittoria è...
REGGIO EMILIA. Monumentale. Questo è stato per la Grissin Bon Achille Polonara, il totem cui aggrapparsi per sbancare Avellino e restare al comando della classifica.
«La chiave della vittoria è stata quella di rimanere sempre in partita. Avellino è una grande squadra, contro Milano ha iniziato molto bene e nei primi due quarti si è costruita la vittoria. Noi abbiamo provato a non ripetere quell'avvio di gara e ce l'abbiamo fatta».
Grazie anche alla sua prestazione, da autentico trascinatore: 19 punti e 39 di valutazione. Se Ksystof Lavrinovic ha messo i canestri decisivi, Polonara è stato l'autentico mattatore. Impatto devastante uscendo dalla panchina. Ha suonato la carica nel secondo quarto, quando la Sidigas ha provato a scappare. Ha dato la sveglia nel momento in cui Reggio Emilia era sotto di sei nel terzo quarto, evitando l'allungo decisivo di Avellino.
«Sicuramente - spiega - cerco di giocare sia dentro che fuori dall'area. Sto vicino al canestro per essere più presente a rimbalzo, sia in attacco che in difesa. Poi, quando sto largo, mi piace aiutare la squadra e, quando posso, colpire con i tiri da tre punti».
Ad Avellino gli è riuscito proprio tutto, permettendo alla sua Grissin Bon di stare sempre a contatto e piazzare lo scatto decisivo quando dettagli, esperienza e freddezza hanno fatto la differenza.
«Siamo stati bravi a restare sempre in partita e alzare il ritmo negli ultimi minuti» spiega Polonara, ammettendo che la lezione della recente uscita europea è servita.
«Non c’è stata una svolta vera e propria. Ce la siamo giocata punto a punto. Avellino è ritornata in gara più volte, siamo stati punto a punto fino all'ultimo minuto. Non volevamo mollare, memori dell'ultima partita in Eurocup».
Così sono arrivati altri due punti che confermano la Grissin Bon in vetta alla classifica e con le carte in regola per cullare un sogno: lo scudetto.
«Cerchiamo di arrivare il più lontano possibile - dice, senza nascondersi, il protagonista della vittoria in casa Sidigas - Con il rientro degli infortunati recupereremo più energie e speriamo di fare più strada possibile. L'impegno non mancherà mai».
E nemmeno la sfacciataggine di giovani talenti, su tutti Mussini, protagonista, a dispetto della giovane età, del successo in terra irpina.
«Ha 18 anni, ha la faccia tosta del campione e ci dà una gran mano. Ora ha qualche chance in più e se la sta giocando alla grande».
Ambiziosa sì, ma anche lungimirante questa Grissin Bon, che sogna lo scudetto senza perdere di vista i talenti italiani.(f.g.)
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