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L’addio al calcio giocato Zanetti: «Da allenatore voglio arrivare in alto»

VIANO. Paolo Zanetti alla fine ha ceduto alla tentazione di lasciare il calcio giocato per passare nello staff tecnico, tanti i motivi ma soprattutto la voglia di intraprendere una nuova carriera...

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VIANO. Paolo Zanetti alla fine ha ceduto alla tentazione di lasciare il calcio giocato per passare nello staff tecnico, tanti i motivi ma soprattutto la voglia di intraprendere una nuova carriera come allenatore per restare all'interno di un mondo che ama, quello del calcio.

Dobbiamo chiamarla mister?

«Non ancora perché sono senza patentino ma nemmeno giocatore perché ho appeso le scarpe chiodo, diciamo che resto a dare una mano al gruppo utilizzando le mie esperienze maturate in tanti anni di calcio».

Una decisione nell'aria da tempo?

«La cosa maturava da tempo anche se avevo addirittura richieste da squadre di Lega Pro; però non riuscivo più ad essere io e la mia carriera parla per me, a un certo punto mi sembrava più dignitoso guardare al futuro investendo su me stesso».

I problemi fisici, legati prevalentemente al ginocchio, hanno pesato nella scelta?

«Questi problemi sono in linea con la mia età e con gli infortuni precedenti e possono aver pesato parzialmente sulla scelta ma in questo periodo mi allenavo con regolarità e avrei potuto continuare. Si tratta di cercare di investire su un lavoro che è la mia passione da sempre e l’opportunità ricevuta è grande».

Si sentiva già l'allenatore in campo?

«Mi confrontavo spesso col tecnico e siamo in sintonia con le idee di interpretare il calcio e da quella scintilla la società ha deciso di investire su di me».

Il suo sarà un impegno a lungo termine?

«Il progetto tecnico è di tre anni, dal 2015 al 2018, nel quale inizierò ad imparare questo nuovo mestiere poi si vedrà se sarà con la prima squadra o con le giovanili».

Sente di perdere qualcosa?

«Lascio tante cose: conosco l’ambiente da 20 anni avendo giocato in stadi importanti, in categorie importanti e avendo indossato la maglia dell'Under 21. Ci sono pochi rimpianti adesso che mi affaccio in una avventura nuova perché penso di aver ottenuto tutto quello che era nelle mie possibilità».

L’obiettivo?

«Ci vuole umiltà nel partire ma l'ambizione, che è fondamentale, è quella di arrivare in alto, poi arriverò dove il destino deciderà».

Reggio è la piazza giusta per partire?

«Sì perché mi sono integrato bene con tifosi e con la società quindi è la situazione migliore che mi poteva capitare".

Come saranno i rapporti col gruppo dei calciatori?

«Certe dinamiche che si vivono nello spogliatoio le conosco e da questo punto di vista posso dare loro una grossa mano ma non avrò problema a rapportarmi con gli ex-compagni perchè ci porteremo rispetto a vicenda aiutandoci».

Cosa le hanno detto quando hanno saputo della notizia?

"C'è stato un momento di shock per tutti perchè solo qualcuno sapeva o aveva intuito».

Adesso come faranno le sue fan giapponesi?

«Penso che torneranno a trovarmi ancora nella veste di allenatore» sorride.

Juri Panciroli

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