«Mirabello e Villa granata sono i miei progetti futuri»
Il presidente Alessandro Barilli: «Si potranno concretizzare se avremo una società forte, se il nostro vivaio ha un’anima è per merito di Paolo Iori»
REGGIO EMILIA. Presidente Alessandro Barilli, iniziamo dal bilancio 2013/2014 chiuso con un attivo di 160mila euro, cosa significa?
«Lo scorso anno è stato un anno straordinario, sotto tutti i punti di vista: sia per le entrare che per un organico di trenta giocatori».
Allude all’accordo col gruppo Mapei e alla plusvalenza ottenuta per la cessione dello stadio?
«Diciamo che le nostre idee e come è stato gestito questo capitolo ci ha consentito di trasformare una stagione di sofferenza in una chiusura con un attivo».
E adesso?
«Quest’anno siamo molto concentrati sulla parte tecnica in attesa di una spinta (il riferimento è a Pietro Vavassori anche se Barilli non lo nomina ndr) per ripartire su una progettualità di crescita».
Ha qualche sogno nel cassetto?
«I miei pensieri vertono su via Agosti e poi sul Mirabello. Due progetti che si potranno realizzare se costruiremo una società forte».
Parla di rafforzamento della società, di interventi strutturali e progetti tecnici a fronte di un Parma che sta conoscendo un altro periodo critico.
«La politica del Parma è difficile da comprendere, con tanti giocatori sotto contratto. Fatico a capire cosa possa essere successo per un simile declino».
I tifosi pensano già al derby?
«Ci sono due possibilità: o loro ripartono dalla Lega Pro o noi approdiamo in serie B. Diciamo, con un pizzico di ironia, che ci possiamo accontentare di un gradino alla volta, due sarebbe troppo bello».
Il consiglio ha salutato anche Paolo Iori.
«Ci tengo a ringraziarlo personalmente per i quattro anni che ha dedicato al rilancio del settore giovanile. Il suo distacco ma spero solo temporaneo, arriva proprio nel momento in cui sono stati convocati sei ragazzi del nostro vivaio: Voltolini nell’under 18; Rocco, Vernocchi, Di Balsamo, Storchi e Zaccheria nell’under 16».
A prescindere dai risultati, il vivaio granata si è sempre caratterizzato per una forte identità.
«E di questo dobbiamo ringraziare proprio Paolo Iori perché è un concetto che ha sempre portato avanti con forza».
Un personaggio schivo.
«Per quattro anni ha dedicato tutto il suo tempo libero ai giovani della Reggiana anche se credo si sia divertito un mondo. Di sicuro non l’ha fatto per avere notorietà. Serietà,correttezza, cultura del lavoro, spirito di sacrificio, senso di appartenenza sono i concetti che ha cercato di trasmettere ai nostri giovani. Se oggi il settore giovanile ha un’anima è anche merito di Paolo; ha avuto un ruolo importante perché ha saputo trasmettere quello che abbiamo dentro».
Si è concluso il ciclo Iori: prima Matteo ora il fratello Paolo.
«Avevamo in cantiere una cena per ringraziare Matteo del lavoro svolto nella Reggiana, ne approfitteremo per ampliare la tavolata».
Anche Matteo ha lasciato in punta di piedi.
«Alla Reggiana si è fatto le ossa perché lavorare con me non è facile».
Evviva la sincerità.
«E’ così, l’ammetto, pretendo molto da me stesso e dagli altri e poi di soldi non ce ne sono, per cui tutto è più complicato ma affascinante».
Veniamo al calcio giocato, domani c’è una partita fondamentale per il futuro contro il Prato?
«Per la prima volta, almeno quest’anno, sono preoccupato. Ci siamo andati a complicare la vita da soli ma è proprio in queste situazioni che se ne esce più rafforzati nello spirito e temprati nel carattere. Se superiamo questa piccola crisi, possiamo ripartire e a gennaio fare qualcosa per completare l’organico».
Servirà la spinta dei tifosi?
«La squadra dovrà da sola trovare la forza per rialzare la testa, poi ne sono certo avrà al suo fianco il pubblico reggiano che ha capito che basta poco per riprendere a correre».
Cosa le verrebbe da chiedere ai tifosi?
«Hanno già ampiamente dimostrato quanto è grande il loro amore per la Reggiana. Ciò che abbiamo ammirato con l’Ascoli ci dà ancora emozioni. Adesso, tutti, non dobbiamo mollare, consci che l’onda passerà, basta vincere col Prato per poi avere due partite, diciamo non proibitive. E ciò che abbiamo promesso per il mercato di gennaio lo manterremo».
Mai come in questo periodo c’è una collaborazione di idee tra società e tifosi, vedi le tante simpatiche iniziative messe in campo.
«Stiamo facendo tutto il possibile per concretizzare le idee che ci vengono proposte».
Anche dall’esterno si intuisce che l’aria è cambiata.
«E’ indubbio che si avverte questa vicinanza con il nostro popolo».
Quali saranno le prossime iniziative ?
«Il 7 dicembre in occasione del ponte dell’Immacolata, allestiremo uno stand granata. Come negli anni scorsi saremo in corso Garibaldi, vicino a Gazzotti e per l’occasione presenteremo delle grandi sorprese».
Sta sviluppando il merchandising?
«C’è allo studio una serie di gadget ma soprattutto un accordo con un partner di livello per un prodotto che sarà una bomba».
Nessuna anticipazione?
«Non sono autorizzato ma garantisco che il 7 dicembre ci divertiremo».
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