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ALBERTO COLOMBO

«Ai giocatori chiedo una prestazione da uomini veri»

«Ai giocatori chiedo una prestazione da uomini veri»

REGGIO EMILIA. Alberto Colombo può contare nella sfida col Prato sull'intera rosa a disposizione e per questo ha sempre mischiato le carte. «E' stata una mia scelta per tenere tutti sotto pressione»....

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REGGIO EMILIA. Alberto Colombo può contare nella sfida col Prato sull'intera rosa a disposizione e per questo ha sempre mischiato le carte. «E' stata una mia scelta per tenere tutti sotto pressione».

Tre sconfitte consecutive pesano?

«Psicologicamente sì e questa settimana ho cercato di far capire ai giocatori quanto sia importante il lavoro di tutti i giorni. Ho provato ad alzare la tensione agonistica in modo da non regalare un tempo agli avversari, o addirittura due come a Teramo. Il segnale è che la Reggiana non è una squadra morta ma vuole reagire».

L’ha fatto alzando anche la voce?

«Quando serve va fatto ma è un atteggiamento che facevo anche quando le cose andavano bene per sbollire gli entusiasmi».

Cosa chiede alla squadra?

«Voglio vedere la loro reazione in campo in un momento di difficoltà ma soprattutto voglio un approccio ed una partenza più decisa già dal primo minuto».

In settimana ha lavorato su aspetti particolari?

«Soprattutto nella testa dei giocatori».

Il Prato, dopo due sconfitte di fila, vive la stessa realtà?

«Io però temo più la mia squadra, sebbene sia conscio dei nostri limiti, ma quando siamo al 120% possiamo mettere sotto chiunque senza doverci adattare ai nostri avversari. Il Prato era pronosticata come una delle squadre meglio attrezzate del torneo. Mi aspetto una nostra reazione senza dover prima prendere il solito schiaffo iniziale. Dobbiamo superare il momento difficile sapendo che arriva l'attacco migliore del campionato ma anche la peggior difesa e tocca a noi fare uscire le nostre qualità ed i loro difetti».

Meglio dare un occhio anche alla classifica?

«Infatti alle nostre spalle si sta accorciando e se finora abbiamo vissuto bene grazie all'inizio positivo del campionato, un nuovo stop cambierebbe le nostre prospettive, per questo mi servono risposte dagli uomini più che da giocatori. Servono punti come l'aria che si respira».

Ci sarà un ritorno al 4-3-3?

«Può darsi ma più che il modulo conta l'aspetto mentale: se abbassiamo il ritmo siamo superabili da tutte le squadre se. Se lo alziamo diamo fastidio a tutti».

Nell'amichevole di Viano ha notato progressi?

«Sotto certi aspetti sì, per altri no. Il primo tempo, ad esempio, è stato sottotono a prescindere dall'avversario. I giocatori devono aver dato tutto al termine della gara perchè l'intensità in Lega Pro è fondamentale, poi viene la qualità. La Reggiana diversi elementi con qualità tecniche però peccano spesso per carattere, intensità e personalità».

Avrà futuro alla Reggiana il belga Ladriere?

«E' un buon giocatore ma non è il tipo di giocatore che serve. Ho bisogno di uno che dia profondità alla squadra perché lo facciamo troppo poco e quando ci riusciamo, vedi Tuttocuoio, ci divertiamo».

Il dg Ferrara ha detto di non aver mai chiesto di fare una formazione con la calcolatrice.

«Diciamo così: il progetto è quello di investire su giovani di proprietà e possibilmente di qualità».

Juri Panciroli

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