Gazzetta di Reggio

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Reggiana, serve la vittoria per continuare a sognare

di Wainer Magnani

La sfida col Prato (19.30) è l’occasione per mettersi alle spalle il periodo negativo I granata devono ritrovare la loro identità di gioco, al resto penseranno i tifosi

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REGGIO EMILIA. E’ proprio il caso di dire: dove eravamo rimasti?

La sfida(ore 19.30) al Città del Tricolore contro il Prato è l’occasione ideale per cancellare le ultime tre sconfitte ma soprattutto i dubbi, le incertezze e le contraddizioni che hanno accompagnato le prestazioni della Reggiana, a Teramo più che a Gubbio. E’ il momento di tornare all’antico, alla squadra “pane e salame” che non pensava di essere da primo posto ma che si è ritrovata capolista in virtù di tre fattori: gioco, fortuna e divertimento.

La Reggiana deve ripartire dal concetto di offrire un calcio propositivo, in sintonia con le caratteristiche per cui è stata costruita questa squadra, con una sua precisa identità. Ogni volta che Bruccini e compagni si sono snaturati sono andati incontro a figuracce e sconfitte.

La capacità di fare la partita, di mantenere il possesso della palla è il presupposto per arrivare a un calcio divertente anche per chi lo pratica. Pensare solo al risultato come fine ultimo oltre a essere frustrante non offre nessuna garanzia.

La fortuna, intesa come episodi della partita, la si conquista attraverso la cura dei particolari, una maggiore attenzione e soprattutto un efficace approccio alla partita. I presunti torti arbitrali fanno parte del calcio, vengono e vanno.

La Reggiana in avvio di stagione, è indiscutibile, aveva nascosto le sue difficoltà negli ultimi sedici metri, con una perfetta organizzazione difensiva. L’imbattibilità di Feola aveva portato i granata in vetta al campionato ma non c’era un segreto particolare bensì un gruppo che giocava da squadra, con intensità e attenzione. E’ ciò che è mancato, forse per presunzione, nelle ultime apparizioni. Se oggi la Reggiana si ritroverà, potrà anche permettersi il lusso di mettere il bavaglio al miglior attacco del girone che ha in Bocalon (8 reti) e Rubino due eccellenti esponenti. Ma più che gli avversari – giustamente – Colombo si preoccupa dei suoi atleti. I granata potranno certamente contare sulla spinta e sull’incoraggiamento del pubblico. Forse oggi non ci saranno i seimila dell’Ascoli ma la passione del popolo granata sarà ancora più accentuata. Serve, però, anche una reazione d’orgoglio da parte della Reggiana. Spetta, per primi, ai giocatori granata dare un segnale di riscatto.

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